L’animo decadente e distruttivo di Morgan è in gran parte dovuto a un episodio che risale alla sua adolescenza. Almeno così sostiene il leader dei Blu Vertigo, che intervistato da Maurizio Costanzo ha raccontato la perdita di suo padre:

schermata-2016-11-04-a-00-56-43Mio padre era molto elegante, non ha mai perso la sua classe. L’11 ottobre del 1988 ero andato a scuola, il giorno prima mia padre mi ha salutato dalla finestra, cosa che non aveva mai fatto. In realtà aveva dei debiti di cazzate… Lui mi salutò in vari attimi, la sera prima mi ha dato un barattolino di quelli che contenevano le pellicole fotografiche, ha preso una custodia e ci ha messo dentro 100 mila lire arrotolate, così non avrei mai potuto dire che non mi aveva restituito cosa gli avevo dato. Tu non pensi che tuo padre ti si può uccidere così. Io ho provato un grande punto di domanda, un’emozione molto forte. A quel punto ti scatta la filosofia. Mio padre è morto di suicidio, di suo volere, non di morte naturale. E ti chiedi il perché”.

Anche se forse, un perché non c’era. O almeno non ce n’era solo uno:

Stava male, oggi si chiamerebbe depressione. Lui ha tenuto tutto dentro e questa è una cosa che deriva da un’educazione molto legata alla forma. Aveva 48 anni, più o meno la mia età. Credo che quando arriverò a quella soglia lì mi verrà un brivido. Il padre rappresenta tutto quello che per noi figli maschi rappresenta il punto di riferimento di come bisogna stare al mondo. Quando uno si toglie dal mondo lo fa perché vuole togliersi, in quanto si vede problema. E’ lì la pazzia, quella di farti del bene, e invece crei una tristezza”.

La reazione di Morgan? Inaspettata:

“Bisogna prendere il positivo anche dalle cose peggiori, io mi sono sentito liberato. Certo, dispiace, ma in ultima istanza l’ha fatta grossa, mica gli diciamo grazie. Mica mi vorrà buttare nella stessa disgrazia! Adesso io ho la mia di vita e nella mia vita io voglio che sia un insegnamento. Quando io facevo le cose dissonanti a lui piaceva. Il lato solare, entusiasta, vitale l’ho preso da mia mamma, il lato cupo, decadente e filosofico è quello di mio padre. Ha fatto il gesto di Seneca, ha fatto il filosofo”.

Impossibile poi non toccare il tasto Asia Argento:

È una persona che mi somiglia Asia, una persona con cui mi trovavo bene e anche oggi ci sentiamo al telefono per parlare di progetti. È una persona con cui mi piace collaborare, è un’amica… È da pazzi non collaborare inteso come stare insieme, sapersi divertire e sapersi dare cose semplici di affetto, esserci. È la presenza la cosa importante”.

Oggi nella vita di Morgan c’è un’altra, anche se il cantante ha preferito non fare nomi:

“Io non vivo in casa, vegeto. L’altro giorno è entrato in casa un gatto che non conoscevo e l’ho accettato. Io sono uno che ama. Non so se la persona con cui sto in questo momento ha piacere che dico qualcosa di lei… Vivo con un essere umano che è più che persona, a volte è uomo, a volte è donna ed è la stessa.

In quanto al suo ruolo di padre, Morgan non si pente degli sbagli fatti in passato (sia Asia Argento che la giovanissima Jessica, conosciuta a X Factor, lo hanno più volte accusato di non curarsi delle figlie e di non pagare gli alimenti):

“Io sono bravissimo, la voglia di fare il padre mi è venuta, mi è passata, mi verrà e mi ripasserà. Queste creature non vedono l’ora di stare con me. I momenti con le mie figlie sono i più belli della mia vita”.