c_2_articolo_3005146_upiimageppFabrizio Corona ha capito che con la storia del “bravo ragazzo” non sarebbe andato da nessuna parte. E così si è cucito addosso la nomea di bad boy, di ragazzaccio che va in giro in moto senza casco, si ricopre il corpo di tatuaggi da macho e si fa riempire di multe dalla polizia municipale.

Ma non bastava. Per fare il salto di qualità, Corona doveva diventare un vero e proprio criminale. Cosa che gli è costata una prima incarcerazione (della quale ha comunque approfittato, con tanto di foto a petto nudo dietro le sbarre, un libro e svariate interviste). Una volta fuori, non poteva deludere i suoi fan, e ha continuato a proporsi nella sua elegante veste da criminale. Cosa che gli è costata cara e non una, ma due volte.

Un losco figuro o tutta scena? La domanda sorge spontanea. E Roberto Saviano, che di loschi figuri VERI ne ha conosciuti e denunciati diversi tanto da dover vivere con una scorta che gli permette di restare in vita, ne è sicuro.

Intervistato da “’Radio anch’io”, Saviano ha detto la sua sull’ex Re dei Paparazzi: “Fabrizio Corona, che non nasce in periferia ma in una famiglia molto borghese, per diventare credibile, cool, si dà di se stesso un’immagine criminale. Lui si finge, si trasforma, si dà di sé una sceneggiatura da Tony Montana, per essere più credibile, più vincente, più sensuale. Dal centro borghese lui va in periferia per vincere. Ci ha provato, ha perso, si è perso, sta pagando. Tutto il dibattito intorno a lui è perché è un ragazzo che tu riconosci, che ha una trasformazione perché decide di vincere, di fare soldi, di essere figo”.

Qualcosa comunque è andato storto, e Corona si dev’essere pentito delle scelte fatte. A costo di uscire di galera e ritornare il ragazzo invisibile che era anni orsono, oggi, dal carcere, urla a giura di non essere un criminale ma un bravo cittadino che stava solo aspettando il momento giusto per depositare tutto il denaro in nero che nascondeva tra controsoffitti e banche austriache, e pagare le tasse.