provvediSeguita dalle telecamere del programma Parliamone Sabato durante una delle sue visite in carcere a Fabrizio Corona, la cantante Silvia Provvedi ha parlato delle condizioni del fidanzato: “Lui è molto forte, reagisce a tutto in modo coraggioso. Sicuramente ha avuto una bella batosta, ma ha affrontato tutto con molta lucidità“.

Poi, un lungo sfogo: “Sapevo che i miei messaggi di amore sui social gli sarebbero arrivati, era l’unico modo nei primi giorni di carcerazione. Ora lo posso vedere. Il nostro rapporto non è mai stato improntato sulla normalità, abbiamo 20 anni di differenza… Io me ne frego dei giudizi degli altri, stargli accanto è l’unica cosa che voglio fare, vado a letto con la coscienza a posto. Cerco di portare positività a lui tutte le volte che lo vedo, ovviamente anch’io ho degli alti e bassi, ma cerco di non mostrarglieli quando lo vedo, anche se ora mi sentirà e lo capirà. Ha tanta paura mista a confusione. Io lo conosco bene, so che non è un delinquente, credo nella sua innocenza e continuerò a dirlo perché so che si arriverà alla verità. Credo nella magistratura, sono fiduciosa che tutto si risolverà al meglio“.

D’altra parte, mettendosi con uno come Fabrizio, Silvia sapeva a cosa andava incontro: “Io mi sono sempre preservata da questo quando l’ho conosciuto. Ho sempre tenuto in conto che potesse succedere qualcosa del genere, ovviamente speravo in qualcosa di più leggero, d’altro lato potevamo aspettarcelo. Detto questo l’avvocato di Corona sta creando la linea difensiva più forte possibile. Io sono fiduciosa, ma non nego il fatto che ho tanta paura e spero di rivederlo il prima possibile a casa. I suoi soldi sono frutto di lavoro lecito, ci tengo a dirlo prima di qualsiasi cosa. Lui è pienamente consapevole che non sarà una passeggiata, ma si può risolvere tutto“.

Silvia è preoccupata per Fabrizio perché, a suo dire, i problemi psicologici del fidanzato mal si sposano con la detenzione: “Lui si è dimostrato una persona migliore nel periodo di terapia in libertà vigilata e in comunità, non in carcere. Lui ha bisogno di psicologi e di amore, non di una struttura come la galera che non riabilita ma punisce. Secondo me una persona cattiva è altro, Fabrizio ha un lato instabile e poco equilibrato che va gestito e curato nelle strutture adeguate, nei limiti del suo problema che è un bipolarismo. Fondamentalmente è una persona che ha molto il valore del soldo, lavora tantissimo. Probabilmente gli attacchi di panico sono legati allo stress perché si è già fatto due anni di galera e non è facile risistemare la propria vita dopo due anni di galera in un modo equilibrato. Quello che si presuppone abbia commesso è un reato fiscale, non c’è nessuna cattiveria e pericolosità sociale dietro. Dato che si tratta di una presunta evasione fiscale, e lui comunque presto pagherà quello che c’è da pagare, ma non entro nei dettagli, il percorso che stava facendo da Don Mazzi stava raggiungendo degli obiettivi. Forse a lui sono state date troppe libertà e ha gestito male il tutto. Ha una vita che vuole cambiare e voleva cambiare, ma si è fidato di persone di cui non si doveva fidare, è stato affossato“.