Santa Lucia: storia e tradizioni legate al 13 dicembre

santaluciaQuesta notte, nelle case di molti italiani, è passata Santa Lucia a lasciare regalini e dolcetti per i bambini buoni. Ma chi è e come nasce il mito di Santa Lucia?

Nata a Siracusa nel 283 (dove è morta il 13 dicembre 304), Santa Lucia è una martire cristiana venerata sia dalla Chiesa cattolica che da quella ortodossa come protettrice degli occhi (il nome Lucia deriva da Lux, luce).

Nel Nord Italia, dagli anni ’30, Santa Lucia è ben conosciuta dai più piccoli perché, proprio come Gesù Bambino o Babbo Natale, porta i regali ai bambini che sono stati bravi e obbedienti durante l’anno. Anche a Santa Lucia si usa inviare una letterina con l’elenco dei doni desiderati e delle buone azioni compiute durante l’anno.

A differenza di Babbo Natale, però, Santa Lucia incute un leggero timore nei più piccoli dato che, come vuole la leggenda, se un bambino dovesse vederla lei lo accecherebbe gettandogli cenere negli occhi. Per questo la sera del 12 dicembre i bimbi preparano arance, biscotti, caffè, mezzo bicchiere di vino rosso per la santa e del fieno per il suo asinello e poi si fiondano a letto, con la promessa di non alzarsi durante la notte e di attendere con pazienza il mattino successivo.

piacenza-santa12788-piacenzaIl mattino del 13 dicembre, i bimbi ritrovano il piatto che conteneva arance e biscotti riempito di caramelle e monete di cioccolato e, se sono stati bravi durante l’anno, uno o più regali tra quelli richiesti nella letterina.

Secondo la tradizione (priva, però, di fondamenti storici), Lucia era una giovane siracusana orfana di padre ma ricca di famiglia che era stata promessa in sposa a un pagano. Preoccupata per la madre malata, Lucia aveva chiesto aiuto a sant’Agata la quale, in sogno, le aveva rivelato che anche lei poteva guarire da sola la mamma, e che un giorno sarebbe diventata martire e patrona della sua città.

Lucia riuscì in effetti a liberare la madre dalla sua malattia, e resasi conto del suo dono, decise di consacrarsi a Cristo, donando tutti i suoi averi. Il promesso sposo, rifiutato da Lucia, si vendicò denunciandola come cristiana all’imperatore Diocleziano. l-lotto-pala-di-s-lucia-1532-tavola-centrale-pinacoteca-civica-di-jesiAl processo, Lucia non rinnegò la sua fede all’arconte Pascasio che, impossibilitato a farle cambiare idea, la condannò a essere esposta tra le prostitute. Si narra che quando gli uomini di Pascasio tentarono di costringerla con la forza, Lucia divenne così pesante che nessuno di loro riuscì a spostarla di un centimetro. Pascasio la condannò anche al rogo, ma nemmeno le fiamme riuscirono a scalfirla.

Lucia morì dunque decapitata: le fu infisso un pugnale in gola (jugulatio) che tuttavia non la uccise subito. La giovane fece in tempo a profetizzare la caduta di Diocleziano e un futuro più roseo per i cristiani. Secondo alcune narrazioni non verificate, durante il processo Lucia si cavò gli occhi (o le vennero cavati).

Le spoglie di Santa Lucia sono attualmente conservate e venerate nella chiesa di San Geremia a Venezia, anche se non ci sono prove che il corpo di Santa Lucia a Venezia sia autentico.

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