Luca Tommassini VS Roshelle: la verità viene a galla grazie a WhatsApp

Quando Roshelle, finalista dell’ultima edizione di X Factor, ha presentato il video del suo inedito “What U Do To Me”, non ha riscosso particolare successo tra i suoi fan, rimasti delusi dalla qualità della regia e del montaggio. Ma ben presto si è aggiunta una nuova polemica che ha appassionato i social.

Autore della prima stoccata è stato Luca Tommassini, coreografo di X Factor, che ha accusato Roshelle di avergli “rubato” una coreografia per girare il video senza nemmeno chiedergli un parere. Un’accusa gravissima dalla quale Roshelle non ha voluto difendersi per giorni, facendo credere ai suoi fan di essere davvero colpevole di ingratitudine nei confronti di coloro che le hanno regalato la fama.

E invece no. Probabilmente Roshelle aspettava solo il momento giusto per passare il contrattacco, e lo ha fatto all’improvviso, senza avvisaglie, con un’arma in mano che l’ha resa praticamente imbattibile: lo screenshot di una conversazione su WhatsApp con il coreografo di X Factor Filippo.

Non sono solita parlare di queste cose pubblicamente e in questo modo, in quanto, nonostante i miei 21 anni, mi rendo conto che in alcuni casi una telefonata sia la cosa migliore, evitando quindi di usare “finestre” pubbliche lesive della dignità del prossimo.
Lo so, sono ancora molto giovane, e di cose da imparare ne ho moltissime in tutti i campi, ma ho capito che quando una persona ha dignità ce l’ha sempre, prima per se stessa e conseguentemente, in egual misura, verso gli altri.
Leggo con il cuore in gola e con gli occhi lucidi tutte le accuse che Luca Tommassini, professionista che stimo e rispetto, mi ha mosso.
È da due giorni ormai che tento di contattarlo per chiedergli il perché di tutta questa polemica gratuita e senza fondamenta, nei confronti di una ragazza alle prime armi come me che tenta di farsi spazio nel panorama musicale italiano, sempre nella massima correttezza e lavorando duro giorno dopo giorno.
Questo qui sotto è lo screen del messaggio inviato il 29 Dicembre a Filippo – coreografo di X Factor – prima che organizzassi videoclip e tour, quando tutto ancora stava nascendo, per chiedergli il permesso di usare le sue coreografie.
Sono una che fa le cose per bene e in buona fede, che si rende conto di quelle che sono le gerarchie nella vita ma soprattutto nel lavoro.
Sono sempre stata entusiasta e grata del lavoro fatto nei miei confronti ad X Factor, perché è da li che sono nata. Che senso avrebbe sputare nel piatto dove ho mangiato?
Ho lavorato con Luca stimandolo e accogliendo con entusiasmo ogni cosa lui mi proponesse, cercando di smussare quello che non sentivo appropriato sulla mia pelle, ma sempre nel rispetto della sua professionalità e di chi collaborava con lui.
Ho sempre detto la mia senza mancare di rispetto a nessuno, perché sono fatta così, perché sono una perfezionista, perché adoro curare i dettagli. La differenza tra il criticare un lavoro e il parteciparci attivamente penso sia sostanziale, ma a quanto pare questo a volte viene percepito come arroganza – difetto che non credo mi appartenga.
What U Do To Me si porta dietro la sua storia – quindi la sua coreografia – nata e acquisita ad X Factor, che non è stata rubata visto che gli apparteneva in modo così naturale.
Nessuno ha mai pensato che così facendo si spezzassero cuori o interessi economici. Nessuno ha mai pensato di arrogarsi il merito della creazione delle coreografie.
Il videoclip è stato ideato in una notte e girato il giorno dopo, senza budget, senza sponsor, soltanto grazie al duro lavoro del mio team.
Volevo assolutamente fare uscire quel video, per me e i miei Anymals significa tanto.
Amo la musica, adoro quello che faccio, voglio fare musica.
Non voglio piacere per forza, io sono fatta così.
Non obbligo nessuno a seguire ciò che faccio, chi mi conosce lo sa, i miei Anymals lo sanno. Sul palco mi trasformo, canto Animal perché l’animale che ho dentro prende il sopravvento.
Non voglio insegnare nulla a nessuno, perché fondamentalmente alla fine ho solo 21 anni, però credo le parole abbiano un peso, a prescindere dalla bocca dalla quale escono.