Il calciatore ammazza l’assassino di sua moglie Roberta e poi di costituisce


VASTO – Si erano sposati il 3 ottobre del 2015 (in fondo all’articolo il video del loro matrimonio) ma la loro felicità è durata pochissimo: nel luglio del 2016, mentre Roberta Smargiassi transitava sul suo motorino tra Viale Giulio Cesare e Corso Mazzini, il 21enne Italo D’Elisa l’ha investita con la sua Fiat Punto. Roberta è morta poco dopo in Pronto Soccorso, a soli 34 anni.

Il marito di Roberta, il noto calciatore locale Fabio Di Lello, non si è più ripreso dal lutto. Dal funerale non è passato giorno in cui Fabio non andasse a visitare e ad accarezzare la tomba di sua moglie al cimitero. A volte lo si vedeva addirittura mangiare accanto alla lapide.

Ed è proprio su quella lapide, avvolta in un sacchetto, che Fabio ha lasciato la pistola che aveva appena usato per freddare, davanti a un bar, l’assassino di sua moglie. Italo, colpito da tre proiettili davanti a tutti in pieno giorno, è morto sul colpo. Fabio non ha tentato di scampare alla sua sorte e si è costituito da solo. D’altra parte, sui social aveva già rilasciato quella che sembrava la testimonianza di una futura vendetta: «Mi chiedo, dov’è giustizia? Mi rispondo, forse non esiste! Non dimentichiamo, lottiamo, perché non ci sia più un’altra Roberta».

E dire che Italo l’avrebbe presto pagata: nonostante al momento dell’incidente il suo sangue non contenesse tracce di alcool o di stupefacenti, lo attendeva una pesante condanna. Il 21enne era imputato di omicidio stradale ed era stato rinviato a giudizio qualche mese fa: a breve avrebbe avuto la prima udienza dal gup.