Vasto, il padre di Italo: “Fabio di Lello ha ucciso un ragazzo già morto”

Vi abbiamo parlato proprio ieri dei terribili fatti accaduti a Vasto, dove il calciatore locale Fabio di Lello ha ucciso l’assassino di sua moglie Roberta. Fabio, che dall’incidente in cui la moglie aveva perso la vita questa estate non si era mai ripreso, aveva deciso di farsi “giustizia” da solo e così ha preso una pistola, ha sparato al 21enne Italo d’Elisa in pieno giorno al bar, ha sistemato l’arma ancora calda sulla tomba di sua moglie e poi si è costituito.

Ma anche Italo D’Elisa non era uscito indenne da quella terribile notte di inizio luglio: nonostante si sia trattato di un incidente (al momento dell’impatto Italo non aveva assunto né droghe né alcool), il ragazzo era perseguitato dal senso di colpa come ha voluto sottolineare il padre Angelo. “Italo è stato vittima di una campagna d’odio – ha dichiarato il padre della vittima – Hanno ucciso un morto dopo averlo emarginato e lasciato solo. Stava malissimo e la notte aveva gli incubi“.

Italo stava malissimo, aveva paura a uscire di casa. Non aveva più la patente e anzi l’auto non l’ha più nemmeno toccata. Era in uno stato di shock pazzesco – ha aggiunto il signor Angelo – Si metteva a letto e dopo due ore si svegliava di soprassalto con quell’immagine negli occhi. La rivedeva tutte le notti quella donna. I medici mi dicevano di aiutarlo perché rischiava di chiudersi definitivamente in se stesso. Nessuno può sapere cosa si prova se non lo si vive“.