Cosa fare in caso di soffocamento, soprattutto se la vittima di un incidente è un bambino, ormai lo sappiamo quasi tutti. E se non lo sapete, e magari siete anche genitori, guardatevi il video in fondo all’articolo e fatevi un utile ripassino…

Ma cosa NON bisogna assolutamente fare nel caso il nostro bambino o una persona accanto a noi mostri i primi sintomi di un soffocamento? Lo spiega Marco Squicciarini, medico e fondatore di Manovredisostruzionepediatriche.com:

  1. Rimandare la chiamata al 118. Un errore molto comune che rischia di essere fatale per la vittima. Avete paura che la cosa si risolva senza l’intervento dei paramedici e di fare una “figuraccia”? Beh, la vita di una persona vale molto di più del vostro amor proprio. Al primo segnale di soffocamento in atto come PRIMA cosa chiamate un’ambulanza o fatela chiamare a qualcuno che vi sta vicino mentre cominciate le manovre di disostruzione.
  2. Mettere due dita in gola alla vittima per farla vomitare. Niente di più sbagliato. Non solo non risolvereste niente ma aggravereste la situazione spingendo inavvertitamente il boccone o l’oggetto inghiottito ancora più a fondo nella gola.
  3. Prendere per i piedi il bambino e dargli pacche sulla schiena. Non fatelo. Non è la posizione più adatta alle manovre di disostruzione (guardate il video per imparare quella giusta) e soprattutto nel caso la vittima sia un neonato, rischia di creargli danni irreversibili.
  4. Dare ai bambini sotto ai 4 anni alimenti potenzialmente pericolosi senza prima tagliarli. Tra i cibi più pericolosi ci sono i wurstel, le caramelle gommose, il prosciutto crudo con filamenti di grasso, gli acini d’uva e in generale la frutta in pezzi grandi. Scoprite come tagliare il cibo correttamente sul portale del Ministero della Salute.
  5. Lasciare in giro per casa oggetti potenzialmente pericolosi come giocattoli di piccole dimensioni ma anche oggetti che un bebè potrebbe scambiare per caramelle o cibi come bottoni, palloncini sgonfi, monetine, pellicole di plastica o pile.