Morta la neonata abbandonata in un giardino a Trieste: identificata la madre

L’ha partorita in casa, rinchiusa in una busta di plastica ancora viva e abbandonata su un cumulo di calcinacci nel giardino di un palazzo di via Costalunga a Trieste. A trovare la neonata è stata tre passanti, che stavano portando in giro i loro cani.

Trasportata d’urgenza all’ospedale di Burlo Garofalo, la piccola ha lottato contro la morte per ore, per perdere infine la sua battaglia alle 19.58 di ieri sera.

Secondo le ultimissime news, sarebbe stata identificata l’autrice del misfatto. Si tratterebbe di una 16enne italiana che vive con la madre (cuoca) e il compagno della madre (assicuratore) proprio nello stabile ai piedi del quale è stata trovata la piccola. La teenager, che sta studiando per diventare cuoca come la mamma, dopo aver partorito prematuramente la bambina in casa, l’avrebbe calata con una corda dalla finestra del primo piano, e lasciata lì.

La madre della ragazza sostiene di non aver mai saputo che la figlia fosse incinta.

«Si sta lavorando su due binari – ha detto il Procuratore Capo Carlo Mastelloni – nel senso che bisogna vedere se ci sono complicità e istigazioni o responsabilità di maggiori. La notizia di reato ci deve ancora arrivare per conoscenza per quanto riguarda degli attenti accertamenti che ha fatto la Squadra Mobile di Trieste che si è dedicata alla vicenda».

Le alternative all’abbandono ci sono

L’Italia intera oggi si chiede cosa possa aver spinto una giovane madre a fare una scelta del genere. È vero, nel nostro paese su 550mila bambini nati ogni anno, circa 400 non vengono riconosciuti dai genitori. Quindi no, gli abbandoni non sono rari. Ma ci sono tanti modi per far sì che il bambino possa comunque sopravvivere all’abbandono, e farsi una vita con un’altra famiglia.

Per esempio è possibile partorire in anonimo. Basta recarsi in ospedale, dichiarare di non voler rilasciare i propri dati e di voler rinunciare al bambino che verrà dato alla luce, e si riceve tutta l’assistenza necessaria per il parto e il post parto. Al momento delle dimissioni, è possibile lasciare il bambino alla struttura ospedaliera che lo consegnerà poi ai servizi sociali, garantendogli un futuro.

Se il parto è avvenuto in casa o comunque si preferisce non recarsi in ospedale, è possibile lasciare il neonato nelle cosiddette “Culle per la Vita”: poste all’esterno dei principali ospedali italiani, permettono di lasciare il bebè in un ambiente caldo e protetto semplicemente schiacciando un bottone che farà aprire una piccola saracinesca. Basta riporre il neonato nel lettino e richiudere la saracinesca. Subito dopo il personale dell’ospedale verrà allertato e potrà prestare assistenza al piccolo. Per sapere dove sono le Culle per la Vita nella tua regione clicca qui.