“Dev’essere bello venire al lavoro alle 9.00” le ha detto un collega con fare provocatorio, alludendo al fatto che lei, in quanto mamma, aveva maggiori vantaggi e un occhio di riguardo.

Ma Liz Petrone, mamma di quattro bambini di 12, 11, 7 e 3 anni, che vive a Syracuse, New York, non c’è stata. E in tutta risposta a quella e ad altre osservazioni fatte dai colleghi e dalla società in cui vive, ha scritto un lungo ed esilarante post su Facebook che descrive cosa fa una madre prima di potersi finalmente sedere alla sua scrivania in ufficio.

«Ho svegliato quattro persone assonnate – ha scritto -. Alcuni dolcemente, altri spingendoli, uno tirandolo fuori dalle coperte e facendolo rotolare sul pavimento. Non vado orgogliosa di quest’ultima trovata.

Ho fatto cinque letti, uno due volte perché qualcuno ha cercato di tornare a dormire. Potrei essere stata io. Mi sono fatta una doccia che mi ha reso simile a una persona umana e lavato tre servizi igienici. Ho fatto due tazze di caffè molto forti. Ho vestito un bambino e me stessa e ho detto ad un’altra che, se l’avessi lasciata uscire con l’outfit che aveva scelto, probabilmente mi avrebbero arrestato.

Ho ricordato a tutti loro di lavarsi i denti. Quattro volte. Nessuno lo ha fatto. Ci stiamo lavorando. Ho urlato: “Smettere di urlare! Sveglierete i vicini!”, abbastanza forte da svegliarli davvero. Molte, molte volte.

Ho guidato fino a scuola per accompagnare i più grandi e sono tornata un po’ più tardi per recuperare quello che avevano dimenticato. Ho accompagnato le due più piccole alla fermata dell’autobus dopo averle tirate giù dall’albero di un vicino.

Le ho viste andare via con un groppo in gola e sono tornata nella mia casa vuota. Ho pulito i resti della loro colazione dalla macchina, dalla cucina e dai capelli. Ho smantellato le montagne di cuscini e tolto la biancheria intima di Paw Patrol dalle lampade da tavolo e ho fatto un carico di bucato e ho rimesso il gloss che avevo lasciato su quattro guance.

Ho dato da mangiare e da bere al cane, pulito il tavolo e spento il televisore e la caffettiera e un centinaio di luci, risposto a 12 messaggi di testo e 2 telefonate.

Tutto prima delle 9.

Quando mi sono seduta alla scrivania e ho acceso il computer, il mio Fitbit ha detto che avevo percorso 4 chilometri. Tutto solo per prepararci e uscire di casa»

Non lo dice per cercare commiserazione. Si sente «fortunata ad avere un lavoro che mi offre flessibilità. Sono fortunata ad avere un lavoro. Sono fortunata ad avere quattro bambini sani che non hanno bisogno di cure particolari o di andare dal medico. Sono fortunata a vivere in una cultura in cui le donne possono lavorare liberamente fuori casa. Sono fortunata ad essere abbastanza sana da gestire tutto questo».