eleonora giorgi

Eleonora Giorgi ha parlato della sua dipendenza dall’eroina e della lunfa battaglia fatta per uscirne e riprendere possesso della propria vita. ç’attrice lo ha fatto nel corso dell’ultima puntata di Nemo, nessuno escluso, il programma di approfondimento trasmesso il giovedì, in prima serata, su Raidue.

LA TOCCANTE CONFESSIONE DI ELEONORA GIORGI

Attraverso un lungo monologo, Eleonora Giorgi ha cercato di far capire ai giovani quanto sia pericolosa la dipendenza dalle droghe. Il suo intervento è arrivato quando è stato trasmesso in onda un servizio su una coppia di amanti che condivide la dipendenza dall’eroina.

A 16 anni la mia famiglia era andata in pezzi, 3 anni dopo, da diligente studentessa d’arte fidanzata dai 14 anni, mi ero ritrovata protagonista per caso di un film, nel quale c’era una scena di nud0, quella immagine era divampata e avevo girato molti altri film senza capire dove stessi andando, ero diventata la lolita d’Italia, io che avevo fatto l’amore solo con il mio ragazzo, ma presto quella bella storia era purtroppo finita.

E allora che incontrai l’eroina e ci precipitai dentro. L’illusione di emozioni ampliate, di calore, di amore ti travolge e ti trasforma in un essere privo di emozioni, essiccato, narcotizzato. L’eroina è una specie di morte morale, relazionale, affettiva, e molte volte di morte fisica e definitiva. Come non pensare che sceglierla a 20 anni sia sintomo di grande infelicità, di disagio, di sofferenza.

Quando il caso, poi, mi aveva fatto incontrare l’amore, quello adulto e consapevole, la mia anima era guarita e il corpo l’aveva subito seguita, da quel giorno non avrei mai più desiderato alienazioni mortali.

Io non sono quì per propormi come l’eroina della battaglia all’eroina, ma perché le persone possano capire che un ragazzo che si droga di eroina, è un ragazzo molto malato nell’anima. Bisogna prima disintossicare il corpo e poi con l’aiuto costante di persone qualificate, aiutare l’anima a modificare sostanzialmente le ragioni di infelicità e di frustrazione. E’ solo l’azione che può risolvere il problema, la droga è me*da.