Gigi Buffon: “Ecco come ho superato la mia depressione…”

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Gigi Buffon: “Pensavo di morire”

Gigi Buffon torna a parlare della depressione e lo fa nel libro di Alessandro AlciatoDemoni’, dove racconta come si sentiva in quel periodo.

Pensavo di morire”.

Gigi Buffon: "Ecco come ho superato la mia depressione..."

Gianluigi Buffon è stato salvato dalla depressione da un quadro di Chagall:

In un periodo per me molto buio, mi è capitato di visitare la Galleria d’ Arte Moderna a Torino, e lì ho notato un quadro in particolare”, racconta il calciatore. Era “La passeggiata“, un olio su tela del 1918. “Ne rimasi folgorato al punto da ripresentarmi 24 ore dopo al museo.

Mi ha dato una scossa positiva, per qualche minuto mi ha reso contento. Nell’ultimo anno avevo perso la gioia di vivere, non davo più sollecitazioni al mio cervello per sottrarlo alla fissazione in cui era caduto.

Il quadro di Chagall mi ha insegnato che anche le piccole cose avrebbero potuto, piano piano, trascinarmi fuori da quella melma. Ho iniziato a leggere tanti libri. Mi sono anche iscritto a un corso di chitarra”.

”Sentivo il buio”

Nel corso del libro, il portiere della Nazionale non ha paura a raccontare cosa provava in quel periodo:

Sentivo il buio prima che il buio arrivasse per davvero.

Peggiorava il corpo, peggiorava la mente, quello stato di me così arrendevole, che non conoscevo, mi accompagnava nel baratro di mille domande. Cosa sta accadendo? Perché proprio a me? Ma non sono bello, ricco e famoso?.

Poi l’attacco di panico nel bel mezzo di una partita.

Non potrò mai scordare una sfida di campionato contro la Reggina, in casa. Prima della partita, durante la fase di riscaldamento, mi è venuto un fortissimo attacco di panico. Davanti a tutti. Nessuno si accorgeva di niente e questo mi faceva sentire ancora più solo. (….) Il cuore batteva a mille, il respiro diventava sempre più affannoso, pensavo di morire, pur sapendo che non sarebbe accaduto

Lì, in quel preciso momento, devo dire che sono stato bravo, perché con quel poco di lucidità che mi rimaneva sono riuscito a scavare nelle mie risorse migliori, quelle dell’ orgoglio, dell’ amor proprio e dell’amore verso il lavoro. Con quel briciolo di razionalità, trascorsi i fatidici cinque minuti, mi sono detto: ‘Se molli adesso e scegli la scorciatoia, scegli di non giocare, lo farai ogni volta che sarai in difficoltà‘. Mi sono reso subito protagonista di una parata importantissima su Cozza, quando il risultato era ancora fermo sullo 0-0. Alla fine abbiamo vinto noi, 1-0. Quella parata ha rappresentato per me una scossa clamorosa, ha funzionato da elettroshock”.

buffon

Mi sono salvato grazie al mio orgoglio”.

Roberto Caccamo