L’incendio divampato ad Atene sta tenendo tutti col fiato sospeso. Le fiamme ormai hanno distrutto centinaia di ettari di bosco e, purtroppo, ci sono anche dei morti. In meno di 24 ore l’incendio è diventato praticamente indomabile. Purtroppo, la Grecia si ritrova assediata dalle fiamme e adesso, più che mai, risulta difficile venirne a capo anche con un intervento consistente dei vigili del fuoco. E’ una di quelle notizie che non vorremmo mai darvi, eppure è successo davvero: finora si contano sessanta morti a causa degli incendi che stanno devastando l’Attica da est a ovest. Si tratta di un incendio enorme, il più violento da 11 anni a questa a parte.

Il bilancio che terrorizza tutti: uno degli incendi più devastanti degli ultimi 11 anni ad Atene

Per ora, non si può fare una conta reale dei danni, anche se i primi numeri che vengono fuori metterebbero paura a chiunque. Nei pressi della località balneare di Mati c’è il numero più alto di vittime: a 40 chilometri dalla capitale, infatti, un gruppo di 26 persone è stato ritrovato carbonizzato nel cortile di una villa. «Mati non esiste più, nemmeno come insediamento – queste le parole di una donna presente sul posto e che prova a raccontare tutto ciò che ha visto – c’erano cadaveri, auto e case bruciate, sono fortunata ad essere ancora viva».

Quasi indicibile ciò che è stato trovato dalla Guardia costiera greca a causa dell’incendio scoppiato ad Atene: si parla di corpi di donne e bambini abbracciati gli uni agli altri, vicino a un ristorante molto frequentato della spiaggia di Argyri. Il tentativo di diverse migliaia di cittadini e turisti è stato quello di rifugiarsi verso la costa: con lo scopo, quindi, di gettarsi in mare e sperare nell’intervento della Marina, yacht e barche da pesca. Alcuni ci sono riusciti, ma non tutti hanno avuto la stessa sorte. Infatti, stando alle ultime notizie, cinque persone che si erano gettate in acqua per mettersi al riparo dalle fiamme sono state salvate da un traghetto. In tanti, forse troppi, risultano dispersi e possiamo soltanto immaginare il dolore dei parenti delle vittime che da un momento all’altro si ritrovano catapultati in un vero e proprio inferno.

Vittime che tentano la fuga con la propria auto

Molte persone hanno cercato di mettersi in fuga, ma non tutti ci sono riusciti. La maggior parte delle vittime è stata ritrovata infatti senza vita in casa o in auto, all’interno del resort marino di Mati a circa 40 chilometri da Atene. Il tentativo di mettersi in fuga è documentato dal fatto che le auto erano in movimento. Per cui, le vittime hanno tentato di mettersi in fuga anche con la propria auto. Probabilmente, però, le fiamme non hanno dato loro il tempo necessario per allontanarsi. La Protezione civile ha provato ad avvertire le persone di seguire le istruzioni dei Vigili del fuoco. L’emergenza costringe tutti a lasciare la propria abitazione nel più breve tempo possibile: “La situazione è critica, se non obbediscono c’è pericolo di morte”, questo il messaggio di un portavoce dei Vigili del fuoco alla tv pubblica.

Notizie dai social sull’incendio ad Atene

Richieste d’aiuto da parte di chi si trova sul posto. La gente è visibilmente spaventata dall’incendio divampato ad Atene. Come si vede dall’account che ha pubblicato questo scatto su Isntagram, la persona si trova ad Atene dove le fiamme sono altissime. “Emergenza incendi vicino ad #Atene: almeno 50 morti e oltre 100 feriti”: questo il messaggio in didascalia.

Sempre su Instagram, vigilidelfuoco_page ha pubblicato un collage di foto raggruppate in un breve video che ci mostra tutto ciò che sta succedendo ad Atene. Immagini che trasmettono una fortissima dose di terrore:

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#ATENE, 24 LUG – E' di almeno 20 morti il bilancio delle vittime dei due incendi scoppiati vicino ad Atene. Lo riporta il governo greco. Il portavoce governativo Dimitris Tzanakopoulos ha fatto sapere inoltre che almeno 69 persone sono state ricoverate in ospedale, molte delle quali in gravi condizioni. La Grecia ha chiesto l'aiuto internazionale per la capitale, che vede decine di case distrutte e cittadini e turisti fuggire verso le spiagge per essere soccorsi tramite imbarcazioni. #vigilidelfuoco #ubidoloribivigiles #ilpompierepauranonneha #ungiornosenzarischioèungiornononvissuto #salviamlavitaaglialtriilrestocontapoco #iostoconipompieri #soccorsiquotidiani #firefighter #feuerwehr #bomberos #pompiers #მეხანძრე #消防队员 #bombeiro #消防隊員 #소방관 #消防士 #пожарник #brandweerman #zjarrfikës #հրդեհաշեջ #yanğınsöndürən #hasič #vatrogasac

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Il post risale a 6 ore fa, quando il bilancio dei morti era di 20 persone: “E’ di almeno 20 morti il bilancio delle vittime dei due incendi scoppiati vicino ad Atene. Lo riporta il governo greco. Il portavoce governativo Dimitris Tzanakopoulos ha fatto sapere inoltre che almeno 69 persone sono state ricoverate in ospedale, molte delle quali in gravi condizioni. La Grecia ha chiesto l’aiuto internazionale per la capitale, che vede decine di case distrutte e cittadini e turisti fuggire verso le spiagge per essere soccorsi tramite imbarcazioni”.

L’ambasciatore italiano: “Abbiamo visto scene raccapriccianti”

Nonostante l’intervento dei pompieri greci, l’emergenza non sembra ancora rientrata quando sono le 13.00 di martedì, 27 luglio 2018. L’ambasciatore italiano ha dichiarato: “Abbiamo visto scene raccapriccianti, con almeno 12 ore di inferno e orrore partite da ovest ma poi, a causa del vento, i danni maggiori e le vittime si sono registrate sulle coste est dell’Attica”. Queste le parole di Efisio Luigi Marras a Rainews24.

“Mati come Pompei, mamme e bambini morti abbracciati”

Sono da terrore le immagini che ci raccontano chi ha vissuto momenti a dir poco tremendi sulle coste di Mati che “ricordano lo scenario macabro di Pompei”. Queste le parole di chi ha provato a raccontare alla tv greca le scene orribili che ha vissuto: “I soccorritori hanno trovato tra l’altro i corpi carbonizzati di due donne morte abbracciate ai loro bimbi”. L’emittente televisiva, inoltre, aggiunge: “Alcune persone hanno cercato di sfuggire alle fiamme correndo verso il mare”, ma una scogliera li ha costretti a tornare indietro per cercare un’altra via di fuga, e “non ce l’hanno fatta”.