A dare l’annuncio nefasto, della morte di Salvatore Cantalupo, é Gianfranco Gallo, collega napoletano. Cantalupo é soprattutto celebre per aver recitato nel film Gomorra, di Matteo Garrone, in cui vestì i panni di Pasquale, il sarto che sfruttato dalla Camorra cerca una via di riscatto alternativa e si scontra con la dura logica del profitto del più forte. É morto all’età di cinquantanove anni soltanto, in Sardegna, a Monserrato, colpito da una malattia, durante un periodo in cui lavorava in un laboratorio teatrale.

Una vita in teatro…

Una vita in teatro per l’appunto, accompagnata da una carriera cinematografica di tutto rispetto: nel 1998 l’esordio nel grande schermo con Teatro di Guerra di Mario Martone, collaborando con i migliori della compagnia dei Teatri Uniti, nomi come Toni Servillo, Iaia Forte, Nina Di Majo. Con Servillo condividerà la scena anche in Gomorra, pur recitando in episodi diversi. Notevole anche la sua interpretazione nel film Fortapàsc, sulla vita di Giancarlo Siani. Proprio in Fortapàsc collabora con Massimiliano Gallo, che lo ricorda così: “Salvatore Cantalupo non c’è più. Non eravamo amici nel vero senso della parola, ci eravamo sfiorati nel lavoro. Nel film “Fortapasc” ci stimammo molto ed ogni volta che per caso ci incontravamo era un festa, ci raccontavamo l’uno all’altro. Salvatore era un attore di quelli che mi piacciono, sul set lavorava sui personaggi per sottrazione, nessun orpello, solo l’essenziale, quello a cui tendo anche io sempre. La vita degli attori è anche la sua, fatta di cose belle ma anche di tante delusioni e di rara giustizia. Era un compagno in tutti i sensi, su FB diceva la sua con passione, si esponeva, non si sottraeva mai, lo stimavo anche per questo.

Un amico comune, Ciro D’Errico mi ha raccontato che è successo in Sardegna mentre Salvatore teneva un laboratorio, a luglio si era ammalato. E’ entrato in coma il giorno in cui si doveva andare in scena , si è risvegliato e gli hanno detto di aver preso dieci minuti di applausi, ha risposto che poteva morire felice e se n’è andato, lontano da Napoli, in silenzio, senza fare ammuina… per sottrazione”. Lo ricorda con affetto anche il musicista Mariano Bellopede: “Muore una persona gentile, un artista libero”. E noi altro non possiamo fare che unirci al dolore di una perdita importante, di un’artista silenzioso ma prezioso al mondo del cinema italiano.