Il disastro di Genova ha sconvolto veramente tutti. Il ponte Morandi è crollato sotto gli occhi increduli di diversi automobilisti che purtroppo hanno perso la vita. Tante vittime innocenti, finora se ne contano circa 40. In queste immagini, pubblicate da ‘La Stampa’, si intravede la svolta prima della grande curva che arriva sino al Ponte Morandi. Le telecamere che registrano sono di Autostrade per l’Italia e mostrano chiaramente (nonostante il maltempo) alcune auto che frenano improvvisamente facendo lampeggiare le quattro frecce per evitare tamponamenti. Sarà a causa del maltempo? A cosa è dovuta quella brusca frenata? Magari, ai primi movimenti pre-crollo che sono stati avvertiti? Il video è delle 11,36 e da lì a pochi minuti il ponte crollerà. Come ci fa sapere ‘La Stampa’, le immagini sono state subito rimosse dalla webcam.

Ecco il video: 

Come viene visto all’estero il crollo del ponte Morandi a Genova?

“Per gli italiani è una metafora del marciume che c’è al cuore dello stato e delle istituzioni. Perché dietro alla tragedia del crollo del ponte Morandi a Genova si nasconde una terribile verità”: è un paragrafo dell’articolo scritto da Nicholas Farrell sul quotidiano britannico The Daily Telegraph.

Il giornalista ha, poi, continuato: “Secondo gli esperti, in Italia centinaia, forse migliaia di ponti sono trappole mortali. E come succede, specialmente al sud, che delle palazzine di appartamenti crollino per fughe di gas, così non è raro che il declino delle infrastrutture causi la perdita di vite umane. Per risistemare le infrastrutture del paese servirebbe una montagna di investimenti, ma l’Italia è prigioniera dell’euro e ha un debito pubblico che equivale al 132 per cento del pil e costa 80 miliardi all’anno di interessi”.

Siamo veramente costretti a morire in silenzio?

Quello che scrive il giornalista inglese del Daily Telegraph è agghiacciante. Non tanto per la considerazione che all’estero hanno del popolo italiano. Ma per la verità che molto probabilmente si nascondo – anche troppo bene – dietro queste immani tragedie. A questo punto, la domanda nasce spontanea: quale futuro ci aspetta? Lo scopriremo tra un crollo e l’altro?