Martina Attili ha spopolato con il suo brano dal titolo ‘Cherofobia’. Ormai, sul web non si parla d’altro. Per questo abbiamo deciso di prendere in esame l’argomento e spiegarvi che cos’è la cherofobia in maniera un po’ più dettagliata.

Cominciamo da Martina. Una splendida ragazzina nata a Roma. Adesso ha 17 anni e studia cantautorato. L’abbiamo vista in TV qualche anno fa in diverse fiction come ‘Un medico in famiglia’, ‘L’Onore e il rispetto’ e ‘Che Dio ci aiuti’. Insomma, non è una di quelle a cui la telecamera mette paura. Studia per diventare cantautrici, sì, ma le piacciono anche il teatro e la danza. Negli ultimi giorni ha praticamente mandato in delirio il pubblico di X Factor 12 con la sua canzone.

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Che cos’è la Cherofobia?

“Come te la spiego la paura di essere felice?”: così comincia la sua canzone. Ecco, la cherofobia è la paura della felicità. Con il termine si definisce un atteggiamento particolare che assumono alcune persone nei confronti della felicità. Un atteggiamento secondo cui alcune persone rifiutano categoricamente le esperienze che evocano emozioni positive o di gioia, semplicemente per paura.

E’ difficile spiegare il motivo per cui una persona possa aver paura della felicità. Tuttavia, alcuni studiosi sono riusciti a verificare, prendendo in esame le situazioni che riguardano le persone che ne sono affette, che molti temono la felicità in quanto viene sempre seguita da episodi negativi. Episodi che poi la faranno sparire. Così, nel nulla. Si tratta di una credenza che ha preso piede soprattutto nelle culture orientali. Mentre, invece, in occidente si ha tutto un altro concetto della felicità. Un concetto secondo il quale bisogna ricercarla ad ogni costo, massimizzandone il valore. Minimizzando, invece, quello della tristezza e del dolore.

I motivi che spingono le persone ad aver paura della felicità

Certo, ogni individuo è diverso dall’altro. Ma ci sono alcuni elementi che risultano essere prevalenti sugli altri nella spiegazione della cherofobia.

  • Credere che essere felici porterà soltanto eventi cattivi;
  • Credere che la felicità possa soltanto far sì che le persone diventino cattive;
  • Credere che esprimere felicità possa diventare un male per la persona in sé e per gli altri;
  • Credere che perseguire la felicità sia un male per l’individuo in sé e per gli altri.