Peste suina di nuovo in agguato: la paura per il virus che arriva da Est

La rivista AgroNotizie lo aveva annunciato più di un anno fa in uno dei suoi articoli. La causa principale di questa malattia è da ricercarsi in un animale che sempre più spesso affolla le nostre campagne (e talvolta le strade cittadine): il cinghiale. Nel maggio 2017 il periodico sull’agricoltura definiva il mammifero “uno dei principali serbatoi di sopravvivenza del virus della peste suina africana“. Oltre al numero elevato di esemplari che affollano i nostri allevamenti, ciò che si teme è la provenienza di tutte le grandi pestilenze provenienti da Est. A quanto pare però una fitta e fruttuosa collaborazione tra veterinari e allevatori ha già risolto il problema nelle aree più colpite dal virus, come la Sardegna. Ma il problema a quanto pare sembra non essere stato del tutto eliminato.

Peste suina alle porte: i danni possibili e come si vuole affrontare l’emergenza

Un recente articolo di AgroNotizie ha fatto scattare nuovamente l’allarme. La peste suina infatti ha proseguito il suo cammino distruttivo in Bulgaria, Ucraina, Lituania, Repubblica Ceca, Moldavia, Belgio ed è ora alle porte dell’Italia. I danni che potrebbe causare al settore agricolo sarebbero incalcolabili. In particolare ne sarebbero colpiti industrie, allevamenti e terreni, con conseguente riduzione di posti di lavoro e disoccupazione. La propagazione del virus sarebbe favorita dal contatto di materiale infetto tra popolazioni domestiche e animali. Immediata la reazione del dipartimento dell’Agricoltura, che nella figura del ministro Gian Marco Centinaio ha rassicurato sulla questione:

“Il Ministero della Salute ha immediatamente allertato le autorità sanitarie territoriali e ha disposto il rafforzamento della sorveglianza passiva, raccomandando di sottoporre a controllo per Peste suina africana ogni carcassa di cinghiale rinvenuta in natura e di aumentare le misure di biosicurezza negli allevamenti”. Oltre a controlli alla frontiera di eventuali carni estranei al circuito commerciale italiano, si è predisposto un monitoraggio più sensibile dello spostamento di gruppi di animali selvatici nel territorio nazionale. E, sebbene sia una soluzione drastica, si è arrivati ad ipotizzare eventuali abbattimenti programmati pur di arginare il fenomeno. Il danno causato dalla presenza dei cinghiali sul territorio italiano è ormai da tempo argomento di discussione nel settore agricolo, ma pare che ora si siano presi seri provvedimenti per far fronte a questa emergenza.