San Francesco: la vita del santo patrono d’Italia

Non tutti sanno che San Francesco in realtà fu battezzato col nome di Giovanni, santo al quale sua madre, la nobile Madonna Pica, era molto devota. Nasce nel 1182 in una famiglia benestante dell’alta borghesia di Assisi. Il padre Pietro di Bernardone aveva raggiunto ricchezza e tenore di vita invidiabili grazie a una fiorente attività di commercio di stoffe. E per omaggiare la terra che aveva fatto la sua fortuna decise di mutare il nome di suo figlio in Francesco, in onore appunto della Francia.

Le agiografie sulla sua infanzia e giovinezza sono molto scarne, ma è facilmente ipotizzabile che avrebbe dovuto prendere in mano le redini dell’attività paterna. E a 14 anni ci provò, si dedicò al commercio di stoffe dopo la scuola nella Chiesa di San Giorgio. E iniziò a frequentare anche l’ambiente dell’aristocrazia, dedicandosi alla caccia e alla vita goliardica. Ma la sua vita presto sarebbe cambiata.

San Francesco: la guerra che cambiò il suo destino e la conversione.

Durante la guerra tra Assisi e Perugia fu fatto prigioniero dai perugini e rinchiuso in carcere. Dopo l’esperienza traumatica le priorità nella sua vita cambiarono. E una volta pagato il riscatto, Francesco passò un periodo di convalescenza nei poderi del padre ed è proprio lì che avrebbe sviluppato il suo amore per la natura e per gli animali.

Secondo le agiografie la conversione si realizzò pienamente quando il Santo, pronto suo malgrado a partire per una crociata, capì che il suo scopo nella vita era quello di aiutare il prossimo. Da allora innumerevoli sono stati gli episodi di amore e compassione verso i poveri e gli emarginati: scambiò le sue vesti con quelle di un mendicante e abbracciò un lebbroso. Suo padre, disperato per le sue “stranezze”, arrivò a denunciarlo ai consoli, nella speranza che cambiasse il suo atteggiamento. Ma il vescovo gli venne in aiuto e, liberato, Francesco iniziò il suo percorso di fede che lo avrebbe portato a fondare il suo ordine. Poco prima di morire nel 1226 scrisse il Cantico delle creature, o Cantico di Frate Sole, che sarebbe diventato il suo “testamento spirituale”.