Sigarette: è previsto un aumento di 0,10 centesimi

È stata depositata alla Camera una nuova legge del bilancio: sigarette più care. Ma non solo. 

Una brutta notizie per tutti i fumatori incalliti: presto si assisterà ad un aumento delle sigarette. È stata depositata, infatti, alla Camera una nuova legge di bilancio che prevede un aumento delle sigarette. Ma non solo. C’è il rischio che vi sarà anche un aumento delle addizioni locali e della tassa IMU sulle seconde case.

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Manovra: aumento delle sigarette di 0,10 centesimi su ogni pacchetto

L’aumento dell’imposta sulla produzione e sui consumi di tabacchi lavorati, introdotto dall’articolo 86 della nuova legge di bilancio, potrebbe avere un aumento di 0,10 centesimi per ogni pacchetto. Tuttavia l’aumento non è automatico in quanto i produttori potrebbero anche decidere di ridurre i margini mantenendo il prezzo stabile. Nella legge di bilancio sono previsti per il 2019 rincari della tassazione per le sigarette, per il tabacco trinciato e per i sigari. La nuova imposizione fiscale, secondo gli esperti della materia, determina naturalmente una conseguenza: aumento di 3-4 centesimi a pacchetto, a seconda delle fasce di prezzo di vendita. Ma a farne ne spese, sarà sicuramente il fumatore. Infatti, si legge nella relazione: “Tenuto conto dell’effetto moltiplicatore, l’incremento della fiscalità, che decurta i ricavi dei produttori, potrebbe essere recuperato da questi ultimi con un aumento dei prezzi di vendita di circa 10 centesimi al pacchetto da 20 sigarette per tutte le fasce di prezzo”.

Altri punti importanti della “manovra”

La relazione tecnica correlata alla manovra non prevede, però, soltanto un aumento delle sigarette, ma anche tanto altro. Di seguito vi elencheremo i maggiori punti:

  • “Bonus eccellenze”: si prevede uno sconto fino a 8mila euro per incentivare l’assunzione di laureati con 110 e lode con meno di 30 anni e dottori di ricerca entro i 34 anni, che abbiano conseguito il titolo tra gennaio 2018 e giugno 2019;
  • Sono previsti, inoltre, tagli da 435 milioni alla spesa ai ministeri e un calo della spesa in conto capitale. Secondo le tabelle complessivamente i fondi per la spesa corrente saliranno nel 2019 di 206 milioni e la spesa per investimenti di 342 milioni;
  • Sul fronte enti locali, purtroppo, potremmo assistere al rischio di un aumento delle tasse. Dipenderà dalle amministrazioni comunali. Le imposte locali erano bloccate dal 2016 per volere dei governi Renzi e Gentiloni. A causa del mancato rinnovo della norma Regioni e Comuni, adesso, potranno aumentare le aliquote fino ai livelli massimi. Cioè il 3,3% per l’addizionale Irpef regionale, lo 0,8% per quella comunale (con l’eccezione di Roma dove è già allo 0,9%) e il 10,6 per mille per Tasi e Imu su seconde case.

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