Annunciata la chiusura di un pezzo di storia dell’industria dolciaria

L’industria dolciaria “Pernigotti” annuncia la chiusura

L’industria dolciaria di Novi Ligure, “Pernigotti”, ha annunciato la sua chiusura. Ma a farne le spese non sarà il marchio, dato che molto probabilmente rimarrà invariato, bensì l’azienda che conta ancora circa 200 dipendenti ma che, ben presto, verrà trasferita altrove. La notizia della chiusura vagava nell’aria già da molto tempo ma, solo pochi giorni fa, è stata ufficializzata dagli esponenti dell’azienda: i fratelli turchi Toksöz. Immediata è stata la mobilitazione da parte dei cittadini per nulla contenti di questa decisione.

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Chiude la Pernigotti: ecco la decisione dei fratello Toksöz

Queste sono quelle notizie che non vorremo mai sentire: chiude la Pernigotti. L’industria dolciaria è, dal 1860, un vero e proprio pezzo di storia. Ma ben presto verrà trasferita all’estero. Proprio oggi, infatti, ci sarà un incontro tra il sindaco di Novi, Rocchino Mliere, e il sindacato dei lavoratori per decidere le sorti della nota industria dolciaria.  Decisione davvero drastica e sofferta soprattutto per i 200 dipendenti che l’azienda di viale Rimembranza, a Novi Ligure, conta ancora. Si vocifera, infatti, che l’azienda verrà trasferita in Turchia, paese di origine dei fratelli Toksöz che hanno rilevato l’azienda nel 2013.

Pernigotti: storia dell’industria dolciaria

L’azienda dolciaria Pernigotti è nata nel 1860 da Stefano Pernigotti.

L’azienda dolciaria Pernigotti nasce nel 1860 quando Stefano Pernigotti inaugura un’attività specializzata nella produzione di torrone. In seguito al successo della drogheria, Stefano decide di fondare una società “Stefano Pernigotti & Figlio”. Era, quindi, il 1 giugno 1868. Nel 1919 al posto di Francesco Pernigotti guiderà l’azienda suo figlio Paolo. Due date sono davvero importanti per la sua direzione: 1927, perché viene prodotto per la prima volta il Gianduiotto, cioccolatino che prende il nome da una maschera piemontese; e 1936, per l’avvio di una nuova produzione, ovvero i preparati per gelateria. A Paolo subentra, verso la fine degli anni sessanta, il figlio Stefano che, però, a sua volta, non avendo figli maschi, perché morti entrambi in un incidente, cederà l’industria alla famiglia Averna, nota per la produzione di bevande alcoliche. L’11 luglio 2013 la famiglia Averna cede il marchio ai fratelli Toksöz, operanti già nel settore farmaceutico, dolciario ed energetico.