Arbitri Aia
L’Aia ha deciso di non inviare arbitri per il prossimo turno di campionato laziale

La decisione dell’Aia dopo il grave episodio che ha coinvolto un arbitro 24 enne
Si chiama Riccardo Bernardini, ha 24 anni e una sola passione: fare l’arbitro di calcio. Ma proprio per questa sua passione, che è diventata un lavoro, ha rischiato di morire. La sua “colpa”? Quella di aver espulso due giocatori della squadra sconfitta nel corso di una partita di promozione tra Virtus Olympia San Basilio e Atletico Torrenova. Non è la prima volta che avvengono episodi di violenza nei confronti di ragazzi che cercano di fare il lavoro che li appassiona, e con l’occasione guadagnare qualche soldo da mettere da parte per l’università. Ma se nelle partite di campionato di Serie A raramente giocatori espulsi o supporter aggrediscono l’arbitro fisicamente, nelle partite di promozione capita sempre più spesso che un cartellino rosso scateni le ire del pubblico sul campo e fuori. E’ giusto che dei ragazzi siano puniti per aver svolto il loro compito e che aggressori violenti agiscano credendo di restare impuniti?

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Arbitro aggredito, interviene l’Aia: non invierà arbitri al prossimo turno nei campionati del Lazio

Marcello Nicchi, presidente dell’Aia ha deciso di intervenire: non è possibile che si rischi di morire per arbitrare una partita. E purtroppo capita spesso, nell’ambito dei campionati minori, che si verifichino certi episodi di violenza come quello accaduto al povero Riccardo Bernardini. La sua “fortuna” è stata quella di essere stato subito notato mentre era a terra agonizzante dal preparatore atletico del Torrenova, Yuri Alviti. Immediati anche i soccorsi da parte della fidanzata infermiera che, con sapienti mosse, ha evitato il peggio. Riccardo era a terra in un lago di sangue, dopo aver battuto forte la testa dopo aver ricevuto due schiaffi da ignoti. La voce della madre di Riccardo, che ancora non crede sia possibile quello che è accaduto a suo figlio, è stata accolta dal presidente dell’Aia che ha deciso di sospendere l’arbitraggio per le partite dei campionati dilettantistici della regione Lazio per il prossimo turno. Una misura disciplinare forte affinché questi gravi episodi non accadano più. E in attesa che i colpevoli siano riconosciuti e puniti, Marcello Nicchi ha deciso di non inviare arbitri per il prossimo turno, sperando così di arginare questo tremendo fenomeno. Dalle sue parole emerge che sempre più spesso le famiglie e gli stessi arbitri decidano di lasciare il lavoro di arbitraggio, che talvolta può diventare pericoloso.

F. Ciardi