Niccolò Bettarini
Nel corso del processo per l’aggressione a Bettarini uno degli imputati ha rilasciato una pesante dichiarazione

Nuova udienza nel processo a carico dei quattro ragazzi coinvolti nell’aggressione al figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini
Una nuova puntata del processo che vede protagonista Niccolò Bettarini cambia completamente le carte in tavola. Pare che le dichiarazioni dei quattro imputati, responsabili dell’aggressione al figlio della coppia di Vip, abbiano fatto ricadere la responsabilità della colluttazione proprio al giovane Bettarini. I quattro aggressori avrebbero dichiarato che a dare il primo colpo sia stato Niccolò. La vittima era presente nell’aula del tribunale di Milano, dove si è svolto il processo a porte chiuse, in compagnia del suo avvocato Alessandra Calabrò. Uno dei quattro imputati, Davide Caddeo, ha ribadito la versione di una sua precedente deposizione in una memoria difensiva. In quest’ultima aveva dichiarato di aver colpito il 19 enne con un solo colpo di coltello e ancora oggi sostiene di aver sferrato quell’unico solo fendente. Non ha mai dichiarato di averne date altre.

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Nuove dichiarazioni da parte di un imputato: la colpa sarebbe di Bettarini

Secondo la versione dell’altro imputato, Albano Jakei, la vittima sarebbe stata anche ‘carnefice. Dalla sua deposizione pare che il vero responsabile dell’inizio della colluttazione sia proprio il figlio di Simona Ventura. Secondo il giovane, Bettarini avrebbe colpito lui per primo con un pugno uno dei quattro. Il caso appare completamente ribaltato ed è necessario ora analizzare nuovamente la cartella clinica del paziente rimasto vittima. Si dovranno valutare le ferite e la loro gravità. Il perito sarà scelto il 3 dicembre. E di certo, dopo le ultime dichiarazioni di Jakei, condivise dal resto del gruppo degli aggressori, si è reso necessario un confronto tra le parti. A partecipare al raffronto sarà di certo la vittima e l’amica che quella sera lo accompagnava. La dichiarazione della ragazza potrebbe essere molto utile al giudice per capire l’esatta dinamica dei fatti, dato che lei si è trovata ad essere testimone oculare dell’aggressione.

F. Ciardi