Canzone di Natale senza Gesù
Una canzone di Natale senza nominare Gesù? Una bambina non ci sta e fa una petizione

In una scuola elementare di Venezia alcune maestre hanno modificato una canzoncina di Natale per essere solidali con i non cattolici. Ma una bambina non ci sta
Eliminare il nome di Gesù dalla canzone di Natale per non offendere la sensibilità dei bambini appartenenti a religioni differenti. Questa è stata la soluzione di alcune maestre di una scuola elementare di Riviera del Brenta che hanno assegnato ai propri alunni la canzoncina da imparare per Natale. Ma una bambina ha notato che nella versione proposta dalle sue insegnanti non appariva la parola ‘Gesù’ e ne ha chiesto il motivo. Quando le maestre le hanno spiegato che il nome era stato omesso per ‘rispetto’ alle altre tradizioni religiose esistenti, la piccola si è mostrata contrariata. E così ha deciso di reagire. Non capiva perché la canzone di Natale non potesse avere il suo testo classico. Probabilmente ha pensato che in fondo il Natale è la festa della nascita di Gesù Bambino, quindi perché non nominarlo? Non contenta della spiegazione, la bambina ha deciso di organizzare una vera e propria petizione chiedendo la ‘firma’ ai suoi compagni di classe.

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Canzoncina di Natale senza Gesù: una bambina fa una petizione per cantare la versione classica

La bambina, di cui non conosciamo il nome, ha deciso di smuovere gli animi dei suoi giovanissimi compagni di classe. Ha organizzato una raccolta firme per chiedere alle maestre di poter cantare la versione originale della canzoncina. I piccoli amici si sono mostrati molto solidali nei suoi confronti e hanno deciso di aderire alla pacifica richiesta. Le maestre hanno compreso le loro motivazioni e hanno deciso di restaurare la versione classica della canzone di Natale. L’episodio è stato reso noto dal consigliere leghista Alberto Semenzato. Il politico ha esaltato il gesto di protesta della bambina per aver difeso le proprie origini e la fede cattolica. Il consigliere ha definito la piccola ribelle una ‘prima goccia’ di un grande mare, probabilmente riferendosi alla difesa della propria identità culturale italiana che la Lega propone da anni nella sua politica.