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Pomeriggio 5, Barbara D’Urso approfondisce lo scoop di un giornalista del Corriere della Sera per cui il piccolo Samuele del delitto di Cogne sarebbe stato ucciso da un blocco di ghiaccio.
Un giornalista del Corriere della Sera ha parlato del delitto del piccolo Samuele che, secondo il giornalista, sarebbe stato ucciso da un blocco di ghiaccio. Barbara D’Urso così elenca prima di tutto gli argomenti della puntata di oggi di Pomeriggio 5: “Parleremo di Anna Maria Franzoni, ma anche di un paese in subbuglio per tre persone, due uomini e una donna, che si sono fatte delle foto a luci rosse tra le tombe e, la ragazza, era vestita da suora, ma non solo. Spazio anche alla tragica storia di una donna uccisa dal marito con le stampelle, si tratta di Fortuna, mamma di tre figli. Gli investigatori durante l’autopsia hanno trovato molti lividi vecchi su corpo della 36enne e pare che quindi la donna fosse vittima di continue violenze”.

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Delitto di Cogne, Pomeriggio 5: ecco come è morto veramente il piccolo Samuele

Il 30 gennaio 2002 Anna Maria Franzoni uccide il figlio Samuele di soli 3 anni. La donna è stata condannata e ha poi pagato la sua pena. Ora però un giornalista del Corriere della Sera, Fabrizio Peronacci, pare avere uno scoop proveniente da fonti investigative sicure: il piccolo Samuele sarebbe stato ucciso da un blocco di ghiaccio. L’inviata di Barbara D’Urso di Pomeriggio 5 ricostruisce quindi quello che potrebbe essere successo il 30 gennaio 2002. “La villetta è su due piani e al primo piano è dove si sarebbe trovato il cadavere del piccolo. La Franzoni sostiene di aver percorso la strada per accompagnare il figlio più grande a scuola. Una volta tornata dice di aver trovato suo figlio morto. Intervenne subito un medico che però inquinò le prove forse nel tentativo di rianimarlo. Ora spunta una nuova ipotesi, quella del blocco di ghiaccio con cui avrebbe ucciso il figlio gettando poi il blocco lontano da casa per cancellare le prove”.

Blocco di ghiaccio: l’ipotesi su come potrebbe essere morto Samuele nel delitto di Cogne

Barbara D’Urso così passa la parola al giornalista del Corriere della Sera che spiega da dove arriva questa nuova ipotesi investigativa che, in ogni caso, non inciderà su ciò che stato deciso dal Tribunale. “Vogliamo una verità storica, una fonte autorevole mi ha fatto presente che l’ipotesi che l’arma del delitto sia stato un blocco di ghiaccio trova degli elementi di riscontro. L’arma non è stata mai trovata, si è sempre detto che doveva essere un oggetto tagliente e la pista del blocco di ghiaccio presenta un aspetto verosimile visto che dopo pochi istanti sparisce nel nulla. Siamo nel campo delle attente ipotesi investigative”.