Blackout challenge, che cos’è la sfida online che ha ucciso Igor: parla il padre

blackout challenge
Sta circolando sempre di più in rete un fenomeno che si va ad inserire sulla scia del Blue Whale e che è noto come Blackout challenge: a parlarne alle Iene è il padre di Igor, il ragazzo di 14 anni che ha perso la vita proprio per questo gioco perverso che sta circolando in rete.

Blackout challenge, che cos’è: parla il padre di Igor, il 14enne morto
Ha lasciato tutti a bocca aperta la notizia della morte di Igor Maj, un ragazzo milanese di 14 anni trovato morto in casa sua con una corda legata al proprio collo. In molti, a partire dal padre, inizialmente avevano pensato ad un suicidio ma in realtà, approfondendo la questione e consultando la cronologia del telefono del ragazzo, si era scoperto che si tratta di qualcosa di molto più grave.

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Igor, infatti, si era imbattuto nella cosiddetta “Blackout challenge“. E’ una delle sfide più pericolose del web che consiste nel soffocarsi per perdere i sensi per qualche istante. Istanti che, però, come sottolineato dal servizio fatto dalle “Iene” e mandato in onda ieri sera 2 aprile, sono stati fatali per Igor, che ha così perso la vita.

Blackout Challenge, parla il padre di Igor

Queste le parole del padre alle “Iene”: “E’ sempre stato un bambino allegro e molto dinamico. Andava bene a scuola ed era molto bravo anche nell’arrampicata, dove aveva ottenuto vari riconoscimenti e premi. Ha sempre voluto assumere un ruolo paterno nei confronti dei fratelli. Avevamo un rapporto molto speciale. Il giorno prima della sua morte era stata una giornata molto felice. L’ho sentito a mezzogiorno perché mi ha chiesto gli orari dei treni. Poi mi ha chiamato la donna che si occupava della casa dicendomi che Igor stava poco bene. Ho trovato l’unità di soccorso a casa e dopo tentativi di rianimazione è morto.

Il primo a parlarmi di un possibile gioco andato male è stato un mio amico. Ha attaccato una corda ad un punto per soffocarsi. Poi abbiamo trovato il video delle cinque sfide più pericolose e l’ultima era quella del soffocamento. Il video lo ha visto alle 11 e mezza ed è morto verso mezzogiorno. In questo gioco si parlava di soffocamento per arrivare ad una sorta di ecstasy. Non ha mai sbagliato un nodo mentre quello che ha fatto quando è morto era sbagliato, a dimostrazione del fatto che non voleva uccidersi. Voleva soffocarsi e poi rimettersi in piedi. Una settimana dopo mi ha telefonato una signora che aveva perso un figlio nello stesso modo. I ragazzi sanno tutto di questa sfida. Sono convinto che se io l’avessi saputo e gliene avessi parlato, allora non avrebbe fatto questa ca***ta. Gli avrei spiegato che dopo essere svenuto non puoi controllare il soffocamento”.