Cruciani Cairo: duro scontro a Tiki Taka: Pierluigi Pardo deve intervenire e interrompere quello che stava accadendo in diretta..

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Cairo offende Cruciani, lite violenta a Tiki Taka

Una lite abbastanza accesa quella tra Urbano Cairo, presidente del Torino, e Giuseppe Cruciani, giornalista e conduttore radiofonico. Durante il programma in onda su Italia Uno, Tiki Taka, i due si sono ritrovati l’uno contro l’altro su una faccenda riguardante il post-partita di Torino – Cagliari. Si parlava di sviste arbitrali. Vicende che fanno sempre molto discutere durante le trasmissioni dedicate al calcio come Tiki Taka. Questa volta, però, si sfocia nella sfera personale dei due protagonisti e Pierluigi Pardo si trova costretto ad intervenire interrompendo la trasmissione.

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Tiki Taka, scontro acceso tra Cairo e Cruciani

Sono andate in scena alcune immagini della moviola di un rigore: è lì che ha preso vita lo scontro. Urbano Cairo ha ripreso Cruciani apostrofandolo con parole velenose che, dopo, hanno scatenato una reazione abbastanza accesa da parte dell’opinionista. Cairo, infatti, l’ha chiamato ‘Capra’. Ecco le dichiarazioni del numero uno del Torino: “Cosa c’entra se le due squadre erano sullo 0-0? Se un rigore c’è, lo si assegna. Cruciani ti voglio dare della capra. Non capisci niente di calcio. Capra! Capra! Capra”.

Conosciamo Giuseppe Cruciani come un giornalista e radiofonico senza peli sulla lingua. Un personaggio che di sicuro non si fa problemi ad esprimere la propria opinione su delle vicende. Che siano comode o scomode, poco importa. Cruciani è sempre lì, pronto a dire la sua. Per questo, possiamo immaginare che non sia stato chissà quanto difficile rispondere in toni molto accesi al presidente del Torino: “Sta andando su un piano che non esiste. Presidente non si deve permettere ad attaccarmi sul piano personale e dire quelle cose che ha detto. Non si può permettere di gettare m***a su di me e su quello che faccio per un’opinione. Lei potrebbe essere anche il presidente della Repubblica, ma non si deve permettere. Non si deve permettere!”.