Alena Seredova, le parole strazianti su Giovannino: “Conosco quel bimbo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:09

Alena Seredova ha dichiarato di conoscere Giovannino, il bambino affetto da una rara malattia ed abbandonato dai genitori: le parole strazianti dell’attrice e modella.

Alena Seredova
La famosa attrice e modella conosce Giovannino: le parole strazianti sulla malattia

La storia del piccolo Giovannino la conoscono tutti: si tratta del neonato di 4 mesi abbandonato da mamma e papà in ospedale per una rara malattia di cui è affetto. Si tratta di una rarissima patologia che colpisce un bimbo su un milione e prende il nome di Ittiosi Arlecchino: non si tratta di neurologia ma è una malattia che colpisce la pelle. La Ittiosi sfigura il corpo con la formazione di croste e vesciche. La famosa attrice e modella è testimonial della Onlus Crescere insieme al Sant’Anna e conosce il piccolo neonato. Sul Corriere della Sera ci sono alcune sue dichiarazioni in merito.

Alena Seredova, le parole strazianti su Giovannino: “Conosco quel bimbo”

Alena Seredova è testimonial della Onlus Crescere Insieme al Sant’Anna e frequenta spesso il reparto di terapia intensiva infantile dell’Ospedale di Corso Spezia. ed al Corriere della Sera fa sapere che conosce il piccolo Giovannino, il neonato abbandonato perchè malato di Ittiosi. La modella conosce bene quella malattia poichè quando è nata, i medici pensavano che avesse la stessa patologia. In verità era stata troppo tempo nella pancia della mamma e nacque con una pelle molto asciutta.

L’ex di Gigi Buffon ha confessato di aver preso in braccio Giovannino: “E’ stato un momento molto forte. L’ho visto appena nato, è una patologia molto dolorosa: l’ho portato in giro con il carrozzino. Lì è curato con amore“. L’attrice ha poi aggiunto il suo parere riguardo la decisione dei genitori di abbandonarlo: “Deve essere stato doloroso per i genitori. So che sono più o meno miei coetanei, che l’hanno avuto con una fecondazione assistita e che, nonostante, tutti gli esami preventivi, era stato impossibile diagnosticare in anticipo una malattia così rara. Non mi sento di giudicarli“.