Tali e Quali, Adonà Mamo confessa: “Quella è stata la mia più grande vittoria”

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È stato uno dei protagonista di questa edizione di Tali e Quali, Adonà Mamo: ecco qual è stata la sua più grande emozione di quella serata. 

Tali e Quali Adonà Mamo
Tali e Quali, Adonà Mamo si confessa a cuore aperto. Fonte Foto: screenshot video

Adonà Mamo, con la sua strepitosa interpretazione di Maria Callas, ha letteralmente incantato il pubblico di Tali e Quali. Ottenendo non solo una meritatissima standing ovation da parte del pubblico, ma anche dei giudizi più che positivi da parte di tutti i giurati. A partire, quindi, da Vincenzo Salemme. Fino a Gigi D’Alessio. La carriera di Adonà è davvero strepitosa, così come la sua bravura. Proprio per questo motivo, la nostra redazione ha contattato in esclusiva il giovane siracusano per tutti i lettori di Sologossip. In questa nostra lunga e interessante chiacchierata, il giovane Mamo si è raccontato senza troppi filtri. Ponendo attenzione, quindi, sulla sua infanzia e giovinezza, sulle sue più grandi passioni ed, infine, sulla sua smisurata carriera artistica. Ecco tutti i dettagli.

Adonà Mamo di Tali e Quali si racconta: “È stata la mia più grande emozione”

La nostra redazione ha contattato in esclusiva per i lettori di Sologossip Adonà Mamo, il giovane soprano di Tali e Quali, per conoscere ulteriori dettagli sulla sua esperienza al talent di Rai Uno, sulla sua vita ed, ovviamente, sulla sua carriera artistica. Ecco cosa ci ha raccontato Adonà:

  • Il tuo vero nome è Adonai Mamo, ci racconti l’origine di questo ‘abbreviativo’ Adonà? “Il mio nome è nato per credenza cristiana, anche se ha origine ebraiche. Io ho avuto una famiglia molto cristiana, molto credente ed è proprio per una credenza che hanno deciso di affidarmi tale nome. Adonai, di origine ebraiche, vuole dire ‘mio signore’. E gli ebrei non possono pronunciare tale nome, se non in preghiera. Infatti, tutti abbiamo trovato un ‘escamotage’ che deriva dal gergo romano: Adonà. Attualmente questo è il mio nome d’arte. Anche perché, alla presentazione del Festival di Sanremo nel 2004, le comunità europee mi dissero che, se fossi passato all’Ariston, le comunità ebraiche mi avrebbero massacrato. Era inevitabile, quindi, un nome d’arte. Anche Mamo ha un significato. Perché deriva da Malta. Ecco, ‘Adonà Mamo’ dicono che sia un ibrido, sonoro e ci piace così”;
  • Sei nato in Sicilia ed, in particolare, Siracusa. Qual è il ricordo più bello che hai della tua infanzia? “Il ricordo più bello per me è quando mi mettevo nella mia stanzetta a sognare, cantare davanti allo specchio. Mio padre, all’epoca, aveva una telecamera ‘mattone’ e gliel’ho distrutta. La mettevo sempre di fronte alla finestra. Ed io, con una spazzola in mano come se fosse un microfono, presentavo o cantavo. La mia infanzia è stata molto bella, ma anche molto complicata. Questa vocalità che ho, è sempre esistita, però a causa di questa voce che non prendeva mai il colore maschile, venivo sempre additato. Per questo, la mia infanzia è stata un po’ difficile”;
  • Ci racconti com’era Adonà da bambino? “Ero un bambino molto vivace. Ma credo che questa mia vivacità dipendeva dal fatto che avevo bisogno di qualcuno mi comprendesse”;
  • La tua passione per il canto l’hai scoperta da bambino, ma sei stato ‘costretto’ ad abbandonarla per dedicarti alla danza. Qual è stato l’episodio che ti ha fatto più male? “Ce ne sono stati diversi. Anche se io sono un tipo che va oltre, che tenta di non farsi colpire perché la nostra sensibilità è la nostra migliore forza. Ho cercato sempre, con grande semplicità e solarità, di andare oltre, anche se mi ha ferito tantissimo”;
  • Oltre alla tua passione per il canto, ce n’è un’altra: la danza. Ce ne parli? “Reprimo la voce perché mi prendono tutti in giro e decido così di abbandonare il canto. Nel 2002, vinco la borsa di studio. Mi trasferisco a Roma. E debutto subito al Sistina ne La Febbre del Sabato Sera il 5 Novembre del 2002. Lì per la i 25 anni della morte di Maria Callas, compro un suo cd e riesco a maturare la situazione in 2/3 mesi. Dalla danza, quindi, cerco di spostare l’attenzione nuovamente sul canto. Quindi, questa è stata per me una grande disciplina, una grande possibilità. Perché ho iniziato a lavorare nei musical a 21 anni come ballerino. Poi, man mano che la mia voce maturava, ho spostato il mio ruolo, in 2/3 anni, all’interno dei musical sulla vocalità”;
  • C’è una disciplina dove tu sai che riesci ad esprimere al meglio te stesso? “Sicuramente il canto prevale su ogni cosa. Io ho sempre amato cantare, ho sempre voluto dare spazio allo voce”;

Adonà su Fiorello: “Come è nata la mia esperienza all’Edicola Fiore”

  • Veniamo alle tue esperienze televisive. Ci racconti uno dei tuoi ricordi più belli di questa esperienza di Edicola Fiore? “Tutto è nato spontaneamente. Io ho vissuto per due anni a New York. Ed è in questo periodo che la compagnia del Brancaccio e Lorella Cuccarini avevano mandato un bando di concorso a livello nazionale: ‘Cerchiamo cantanti e ballerini per il musical la Turandot’. Io mi iscrivo, supero tutti gli step e mi scritturano per La Regina di Ghiaccio. Al debutto dello spettacolo, in sala c’erano Fiorello, Amadeus e Pippo Baudo. Al suo termine e dopo che mi sono struccato, però, mi trovo nel camerino Fiorello che mi dice: ‘Io a te cercavo, come fai a fare questa cosa con la voce? Io ti voglio nella mia trasmissione’. Poi mi chiama la sua assistente e mi propone, su richiesta di Fiorello, di partecipare alla nuova edizione de Edicola Fiore per circa 12 puntate. Questa è stata un’esperienza bellissima. Anche perché non c’era una scaletta, c’era un canovaccio. Dovevo stare al gioco, al suo fianco. Dovevo divertirmi, insomma”;

Adonà Mamo su Tali e Quali: “È stata una bella ciliegina sulla torta”

  • A Tali e Quali hai incantato tutti con la tua esibizione nei panni di Maria Callas, qual è stata la tua più grande emozione di quella serata? “È stata la ciliegina sulla torta. I giorni che hanno preceduto la diretta sono stati davvero fondamentali. A partire dalle ore trascorse con Manuela Aureli per studiare, in un’ora e mezza al giorno, ogni minimo sguardo, ruga, unghia di Callas. Io, così, mi sono immedesimato in questa donna. Perché lei, con quelle braccia, la testa giù in basso, si proteggeva. L’emozione dell’esperienza è stata globale. Anche i pareri di tutti i giudici. A partire da Vincenzo Salemme. Fino a Gigi D’Alessio. Sono state tutte delle vere e propria emozioni”;
  • Cosa ti porterai nel cuore di questa esperienza? “Ovviamente, c’è sempre da imparare. Ma la cosa più bella è che adesso le persone sanno che cosa faccio e, soprattutto, chi vorrò mai essere. Ci sarà un mio impegno affinché vi potrò sempre dare qualcosa. Affinché le persona possano sentire ciò che io faccio”;
  • Infine, cosa ci racconti, invece, della tua vita privata? “In questo momento, la mia vita privata è ricca di divertimento e di amici. Spero che arrivi. Io dico sempre che l’amore è un po’ come il Natale. Soltanto che il Natale sai quando arriva, l’amore no. Se devo avere accanto una persona soltanto per sentirmi dire ‘ti amo’, me lo dico tutti i giorni io. Se avrò la fortuna che mi dica di ‘ti amo’ perché davvero lo prova, allora che ben venga”.

di Martina Petrillo