Pomeriggio Cinque, il test che svelerebbe la positività al Coronavirus in 5 minuti

Barbara D’Urso, a Pomeriggio Cinque, parla di un test sviluppato a Parete, in provincia di Caserta, che sarebbe in grado di rivelare se una persona è affetta da Coronavirus oppure no

Test sierologici
Barbara D’Urso e i test sierologici sviluppati a Parete

Barbara D’Urso, nel suo programma Pomeriggio Cinque, ha raggiunto Parete, città in provincia di Caserta, in cui è stato scoperto un test che riesce a dare il risultato in tempi stretti sulla presenza di virus nel sangue. L’inviato della trasmissione spiega: “Prima di cedere la parola al sindaco. Parete è stato uno dei primi comuni italiani a mettere in piedi questa iniziativa. Non sono un cittadino di Parete, non voglio sottrarlo ai cittadini, quindi non lo farò”. A questo punto, la parola passa al medico che sta effettuando i test.

Parola al medico: i test che riescono a dire subito se sei infetto da Coronavirus

Il medico, lì presente, spiega: “Si tratta di un esame per niente invasivo. Si fa con una carta cromatografica che cambia di colore quando viene a contatto con una sostanza. La sostanza in questo caso è una goccia di sangue periferico. Una tacchetta dimostra l’immunoglobulina di tipo M, un’altra tacchetta indica la presenza di immonoglobuline di tipo G, indice di infezione pregressa. Si tratta di un esame veloce, possiamo leggere il risultato mediamente in cinque minuti. Questo è un test qualitativo, non quantitativo. E’ altamente sensibile e specifico. I due parametri ci dicono chi ha contratto il virus”.

Insomma, si tratterebbe di una scoperta straordinaria: un test che permetterebbe a chiunque di sapere se si è infetti da Coronavirus oppure no. “Ci dice solo che c’è il virus, i test sierologici ci indicano invece la presenza e la concentrazione dell’immunoglobulina”, queste le parole del medico che cerca di spiegarlo in poche parole al pubblico a casa. “Questo test è un esame qualitativo, ci possono essere dei falsi negativi e dei falsi positivi. Ma tutti i test diagnostici sono dotati di una certa percentuale fallacia”. Al termine dell’intervista, il sindaco precisa che questo test non si sostituisce al tampone.