Coronavirus, il Ministro Speranza: “Il virus non è battuto, ora arriva la prova più difficile”

Coronavirus, il Ministro Speranza: “Il virus non è battuto, ora arriva la prova più difficile”, le dichiarazioni a Cartabianca.

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Coronavirus, il Ministro Speranza: “Il virus non è battuto, ora arriva la prova più difficile”, le parole del ministro dell salute ( Fonte RaiPlay)

La Fase Due dell’emergenza Coronavirus in Italia è entrata ormai nel vivo. Dopo le prime riaperture del 4 maggio, è arrivato il secondo ‘step’, nella data del 18 maggio. Gradatamente e con le dovute restrizioni, il nostro Paese sta provando a ripartire. Una fase in cui, però, non bisogna assolutamente abbassare la guardia: il Covid-19, purtroppo, rappresenta ancora una minaccia concreta per la nostra popolazione. A ricordarlo è stato il Ministro della Salute Roberto Speranza, in un intervento a Cartabianca su Rai 3. Il ministro ha voluto sottolineare come, in questa fase, il pericolo sia ancora molto alto e, pertanto, è fondamentale il comportamento di ogni singolo cittadino. In seguito, le sue parole nel dettaglio.

Coronavirus, il Ministro Speranza: “Il virus non è battuto. Ma dopo 70 giorni non si poteva lasciare tutto fermo”

“Un governo deve dire la verità, il virus non è stato battuto. L’epidemia che siamo riusciti a contenere è grazie ai sacrifici degli italiani, però oggi il virus c’è e smettere con il lockdown aumenta il rischio.” È quanto ha dichiarato Roberto Speranza nel corso della trasmissione di Rai 3 Cartabianca. Il ministro della Salute ha sottolineato come il virus rappresenti ancora un problema serio per il nostro Paese. Nonostante ciò, bisognava ripartire: “Con le regioni abbiamo fatto un accordo sulla ripartenza, ci sono una serie di cose che non si possono fare. Ma dopo 70 giorni non si poteva lasciare tutto fermo”, aggiunge Speranza. Che spiega come proprio adesso che la curva dei contagi si è piegata, arriva la prova più difficile.

(Fonte RaiPlay)

Il ministro della Salute ha sottolineato come, in questa fase, sia fondamentale non vanificare tutto ciò che è stato fatto nei mesi precedenti: “Abbiamo costruito un sistema di monitoraggio per verificare l’andamento epidemiologico. La posta in gioco ora è più altra, non possiamo sprecare il vantaggio”.