Scuola, Azzolina spiega: cosa succede se un alunno in classe risulta positivo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:01

Scuola, la Minista Lucia Azzolina spiega cosa ci aspetta dopo il 14 Settembre: cosa succede se un alunno in classe risulta positivo al Coronavirus

Scuola, Azzolina spiega: cosa succede se un alunno in classe risulta positivo
Scuola, Azzolina spiega: cosa succede se un alunno in classe risulta positivo (instagram)

Quest’anno scolasti per gli alunni Italiani e per la maggior parte degli alunni di tutto il Mondo è stato particolarmente difficile. L’arrivo del Coronavirus ha destabilizzato e non poco le nostre vite, rendendo particolarmente difficili anche le azioni quotidiane che prima erano estremamente semplici per noi. Tra queste sicuramente l’istruzione, che ha subito uno stop bruschissimo che ha gettato nel panico più totale una marea di studenti. Per molti di questi è stato infatti molto complicato e a tratti quasi impossibile riuscire a seguire la didattica online. Per permettere infatti agli studenti di continuare a studiare e a concludere l’anno scolastico, si è pensato di ricorrere all’utilizzo della didattica online. Potrebbe sembrare semplice, ma in realtà non lo è per niente. L didattica online è stata sviluppata appositamente per questo virus e quindi potrete ben immaginare che non fosse ben lontana dalla perfezione. Ma adesso che l’inizio del nuovo anno scolastico si avvicina sempre più, accrescono maggiormente anche i dubbi e le incertezze.

Scuola, Azzolina spiega: cosa succede se un alunno in classe risulta positivo

Mancano poco più di 20 giorni all’inizio del nuovo anno scolastico e gli interrogativi delle famiglie e degli alunni sono sempre di più. La Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in questi mesi ha sempre dato il massimo affinché le attività scolastiche potessero essere svolte online e in modo quanto più semplice possibile. Nonostante la situazione particolarmente difficile. Ora che la scuola sta per riprendere vuole far sapere che sono tutti all’opera per rendere questo rientro semplice e sicuro, non solo per i bambini, ma anche per le famiglie. La Ministra vuole far sapere cosa potrebbe accadere in caso di contagi…

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La mia intervista ad Oggi dove parlo delle misure per il ritorno in sicurezza a scuola. Vi leggo nei commenti. ▪️La curva dei contagi sta ridiventando preoccupante. Resta convinta che le scuole riapriranno il 14 settembre? «Stiamo facendo i salti mortali, lavoriamo da settimane per questo obiettivo. Vogliamo riaprirle, ma anche evitare che richiudano». ▪️È vero che ha scaricato su presidi e famiglie molte responsabilità? «Chi conosce la scuola sa che è un sistema molto complesso e con grandi differenze. E il ministero ha competenze relative. Sa, ad esempio, che non sono io a poter disporre la chiusura delle scuole? Eppure, ci ho sempre messo la faccia. Di fronte alle responsabilità non mi sono mai tirata indietro. Da venti anni c'è una legge in Italia che prevede l'autonomia scolastica e assegna molte competenze ai dirigenti scolastici. Il nostro compito è stato quello di accompagnarli e seguirli. Ci parlo tutti i giorni, nessuno di loro è stato lasciato solo». ▪️Chi dovrà misurare la temperatura dei ragazzi? «Spetta ai genitori, prima di uscire di casa. Immaginiamo cosa accadrebbe se un ragazzo con la febbre, potenzialmente positivo, prendesse l'autobus o si fermasse in fila davanti a scuola in attesa di misurare la temperatura. Bisogna controllare prima. Rafforzeremo comunque il rapporto Scuola-Sistema sanitario. Ci saranno referenti nei presidi medici territoriali che supporteranno le scuole per la gestione degli aspetti sanitari. Non lasciamo soli i dirigenti scolastici, abbiamo anche attivato un help desk». (Potete leggere il resto dell’intervista su Oggi o sulla mia pagina Facebook)

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Durante la trasmissione di La7 ‘In Onda’, la Ministra ha spiegato: “Non abbiamo ancora un documento ufficiale che dica in caso di Covid cosa si fa ma questo documento è in via di confezionamento finale, entro la settimana sarà pronto. Nel caso ci sia una ipotesi di Covid si cerca uno spazio nella scuola, per la prima volta Istruzione e Salute dopo anni iniziano a collaborare. Avremo un gruppo di medici e infermieri nei Dipartimenti di prevenzione che avranno un contatto diretto con un referente scolastico e il dirigente scolastico. Col Dipartimento di prevenzione territoriale si stabilirà se fare il tampone“. Si ipotizza oltretutto un possibile quarantena per tutta la classe, e una probabile ripresa delle attività online nel periodo a casa. Oltretutto la Ministra vuole sottolineare come in caso di contagio le istituzioni vogliono incentivare anche i padri nell’occuparsi dei figli. Non deve essere necessariamente la donna a dover rimanere a casa per accudire i figli. Questa potrebbe rappresentare una grossa occasione per cercare di modernizzare il Paese anche da quel punto di vista. Secondo la Azzolina andrebbe infatti incentivato il fatto che siano anche i papà a prendersi cura dei figli.