Alex Zanardi, cosa accadrà nei prossimi mesi? Il neurochirurgo chiarisce

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:45

Cosa accadrà ad Alex Zanardi nei prossimi mesi? Il neurochirurgo Formisano chiarisce la sua situazione di salute.

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Alex Zanardi, cosa succederà nei prossimi mesi? Il neurochirurgo chiarisce le condizioni salutari dell’ex pilota

Sono trascorsi poco più di due mesi dall’incidente di Alex Zanardi. Il 19 giugno 2020 l’ex pilota automotobilistico e paraciclista è rimasto coinvolto in un tragico incidente mentre eseguiva una staffetta in handbike a Pienza, in Toscana. Zanardi si è scontrato con un camion dopo aver perso il controllo del mezzo: è stato subito ricoverato d’urgenza e dopo un intervento neurochirurgico e facciale, è entrato in coma farmacologico. Si trova ancora oggi al San Raffaele di Milano e pochi giorni fa un comunicato sanitario rilasciato dall’ospedale ha fatto ben sperare: l’ex pilota è passato dalla terapia intensiva a cure semi intensive. In cosa consiste la nuova cura? Il primario di Neuroriabilitazione della Fondazione Santa Lucia di Roma ha spiegato nel dettaglio le condizioni di salute di Alex Zanardi ai microfoni de Il Corriere della Sera. Ecco le sue parole.

Alex Zanardi, cosa accadrà nei prossimi mesi? Il neurochirurgo chiarisce

Rita Formisano, primario di Neuroriabilitazione presso la Fondazione Santa Lucia, ha spiegato cosa significa passare dalla terapia intensiva alle cure semi intensive ai microfoni de Il Corriere della Sera. L’ex pilota Alex Zanardi si trova al momento al San Raffaele di Milano e proprio pochi giorni fa è stato annunciato il suo passaggio alle cure semi intensive: cosa significa? “Non conoscendo il caso non posso rispondere nello specifico, ma posso dire che in genere il passaggio si verifica quando il paziente non ha più bisogno di avere una ventilazione meccanica per respirare” spiega la dottoressa. La Formisano ha svelato che il paziente ha bisogno comunque del monitoraggio delle funzioni vitali perchè potrebbe essere necessario riprendere a sostenere il respiro, la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa. Cosa succederà in futuro? “Esistono neuroriabilitazioni di alta specialità che, attraverso un’equipe multidisciplinare, sono in grado di guidare il recupero della respirazione e della deglutizione per tornare all’alimentazione per bocca“. La dottoressa ha spiegato che c’è la riabilitazione dopo il recupero della coscienza per guidare la ripresa del contatto con l’ambiente esterno attraverso una riabilitazione non solo motoria ma anche neuropsicologica. “È un percorso inevitabilmente lungo: parliamo di mesi non certo di settimane” ha concluso.