Luca Zingaretti, commissario Montalbano: decisione clamorosa, fan di stucco

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:58

Luca Zingaretti, il futuro dell’amatissimo commissario Salvo Montalbano: la clamorosa decisione dell’attore lascia tutti i fan di stucco

Luca Zingaretti, commissario Montalbano: decisione clamorosa, fan di stucco
Luca Zingaretti, commissario Montalbano: decisione clamorosa, fan di stucco (instagram)

Il personaggio di Salvo Montalbano è tra i più amati di sempre dai telespettatori. Sono ormai oltre 20 anni che il commissario ci tiene compagnia con le sua incredibili indagini. Il commissario di Vigata, è diventato famoso oltre che per il suo acume e per la sua risolutezza, anche per il suo fascino e per la sua fama da sciupa femmine. Montalbano è stato il personaggio più amato del grandissimo Andrea Camilleri, scomparso purtroppo poco più di un anno fa. Lo scrittore è stato certamente tra gli autori più amati dell’epoca moderna, proprio per il suo modo di raccontare e di coinvolgere il lettore. Dopo la sua scomparsa il destino del Commissario più famoso della televisione ha iniziato ad essere incerto e adesso pare proprio che sia arrivato ad un punto di svolta. A rivelare quale sarà il futuro del commissario, ci pensa proprio il suo interprete, Luca Zingaretti, che presta il suo volto a Montalbano da sempre.

Luca Zingaretti, commissario Montalbano: decisione clamorosa, fan di stucco

Luca Zingaretti presta da tutta la vita il suo volto al Commissario Montalbano e arrivato a questo punto si trova a un bivio con un’importante scelta da prendere. L’attore ha infatti rivelato che ci sarebbero altre puntate da poter girare, ma lui non sembra essere molto convinto di questa scelta… Sta infatti pensando di abbandonare per sempre il ruolo che l’ha reso uno degli attori italiani più famosi nel mondo.

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Quante volte ci siamo mandati a quel paese, quante volte hai cucinato per noi, quante battaglie abbiamo condiviso, quante scene abbiamo riscritto, quante volte ci siamo detti ok, quante volte mi hai compreso, mi hai appoggiato, mi hai confortato, Quante volte hai minimizzato dove gli altri avrebbero ingigantito. Sei stato l’unico regista che quando davi motore cominciavi a raccontare le barzellette. Gli altri chiedevano il silenzio, tu raccontavi di Alberto Sordi. Quanti bicchieri di vino, quante chiacchierate, quante confidenze. Quante volte abbiamo fatto fronte comune. E che sapienza! Tanta parte del successo tv dei nostri film è tuo. E non lo dico adesso che non ci sei più, l’ho sempre urlato. Non te lo hanno detto abbastanza, non te lo hanno riconosciuto abbastanza. Ma lo sapevano tutti. Che sapienza, che cultura, che simpatia, che leggerezza, che signorilità, che gentiluomo eri. Quante volte, se riconoscevi che avevo ragione, hai detto “ok, la tua idea è migliore facciamo come dici tu” senza sentirti minimamente sminuito, perché avevi un animo grande. Perchè ci stimavamo e ci volevamo bene. In poco tempo è la seconda volta che piango un complice di questa avventura che ci accomuna da tanto tempo. È penoso, è duro, è proprio un anno di merda! Addio amico mio! #albertosironi #montalbano #rip #amico #amicizia pic by @pannisporchi

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E i motivi li fa sapere attraverso una lunga intervista a ‘La Repubblica’, a cui racconta quanto questa scelta per lui sia sofferta e difficile e quanto sia complicato riuscire a capire se continuare o meno questo percorso. I motivi non sono da attribuire al personaggio in se, ma a tutta una serie di situazioni che si sono venute a creare intorno al suo ruolo. In particolare afferma: “Montalbano archiviato definitivamente? Non lo so ancora. L’anno scorso abbiamo girato tre episodi nuovi e la Rai ne ha mandati in onda solo due, quindi nel 2021 dovrebbe esserci l’altro episodio, Il metodo Catalanotti, l’ultimo della serie in ordine cronologico scritto da Camilleri. Dopo di questo ci sono ancora due romanzi e dei racconti che si potrebbero girare, però non so se ho voglia… Non certo per il personaggio di cui mi sono innamorato profondamente. Penso abbia raccontato l’Italia degli ultimi vent’anni. È che in questi anni sono morti compagni di viaggio che per me erano fratelli, Andrea Camilleri, il regista Alberto Sironi, lo scenografo Luciano Ricceri, colleghi anziani. Le ultime regie le ho fatte io, ma non so se cedere il testimone e finire in bellezza o visto che siamo arrivati fino a qua fare gli ultimi cento metri, se fare un anno sabbatico o dopo vent’anni un congedo definitivo”. Non ci resta quindi che aspettare i prossimi mesi per capire quale sarà il destino del Commissario più famoso della televisione!