Famoso cantante aggredito in carcere, l’appello disperato degli avvocati

Il cantante americano R.Kelly è in carcere, ma è stato aggredito da un compagno di cella e gli avvocati chiedono il rilascio su cauzione.

rkelly-cantante-carcere-aggredito (2)
Pixabay

Già quando si parla di cantanti e ci si accosta la parola prigione vengono i brividi. Figuriamoci quando scopriamo che questo personaggio famoso finisce anche al centro di una rissa in carcere. Stiamo parlando del cantante americano R. Kelly, accusato di molteplici reati a sfondo sessuale e quindi costretto alla prigione. 

Cosa è successo in carcere?

Gli avvocati del cantante hanno provato moltissime volte a farlo rilasciare, ma senza risultati. R.Kelly dunque sta trascorrendo la sua pena al Metropolitan Correctional Center di Chicago, ma proprio qui è scattata una rissa nella notte di giovedì. Fortunatamente però pare che nessuno dei due si sia fatto male e che il cantante abbia riportato solo qualche lieve escoriazione e livido.

A darne la notizia l’avvocato Mike Leonard che ha contattato USA Today spiegando la sua versione dei fatti. Kelly sarebbe infatti una vittima ignara di un attacco d’ira di un altro carcerato. Il compagno di prigione infatti ha supposto erroneamente che i crimini sessuali di R.Kelly fossero in qualche modo legati alla sua condizione di isolamento in prigione. In realtà, la prigione ha subito dei blocchi e ci sono stati dei cambiamenti nella disposizione delle stanze, se così si possono chiamare, per via dell’emergenza Coronavirus.

Le richieste degli avvocati di R.Kelly

R.Kelly, sempre secondo quanto riporta l’avvocato, era stato messo in isolamento per motivi di sicurezza e questa aggressione, come riporta l’altro legale del cantante Steve Greenberg è una sorta di riprova del fatto che la vita del cantante possa essere in pericolo e quindi richiedono il rilascio su cauzione in attesa del processo. Proposta rifiutata plurime volte da un giudice federale. Questa volta l’avvocato però schiaccia sull’acceleratore dichiarando su Twitter che il “Governo non può garantire la sua sicurezza”.