Batterio killer in Veneto, una verità viene a galla: la reazione di una mamma

Si sarebbe nascosto nei rubinetti dell’acqua, il batterio killer che ha ucciso quattro bambini ricoverati a Verona. La reazione della mamma di una vittima.

Batterio
Veneto, batterio killer: la protesta della madre di una delle vittime (Pixabay)

Il Citrobacter si annidava in un rubinetto: la scoperta è stata fatta dalla commissione che indaga sul caso del batterio che ha provocato la morte di ben quattro bambini in terapia intensiva all’Ospedale della Donna e del Bambino in Veneto. Immediata e comprensibile la protesta di Francesca Frezza, madre di uno dei piccoli pazienti che hanno perso la vita. A far venire emergere la questione e quindi a far sì che venisse aperta un’indagine, fu appunto questa madre la cui figlia Nina morì nel novembre 2019: la donna denunciò l’accanimento terapeutico nei confronti della piccola e l’ospedale fu chiuso a causa di queste morti sospette avvenute tra il 2018 e gli inizi del 2020. Alla luce di quanto portato alla luce dalla commissione guidata dal professor Vincenzo Baldo, Francesca Frezza ha intrapreso una protesta a oltranza davanti all’Ospedale della Donna e del Bambino: “Sono qui perché l’autorevole commissione ha confermato tutto quello a cui ho sempre pensato: mia figlia è morta per mancanze igienico-sanitarie”, ha commentato la signora, aggiungendo la richiesta delle temporanee dimissioni del dottor Paolo Biban, direttore del reparto Pediatria a indirizzo critico, della dottoressa Chiara Bovo, direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliera, del direttore generale Francesco Cobello e del dottor Franchi, direttore del Dipartimento materno-infantile”.

Batterio killer, molti i punti oscuri della vicenda

La Frezza ha delle obiezioni alla tesi fornita dal personale ospedaliero: “L’unica decisione che andava presa era chiudere subito e non aspettare che rendessi pubbliche le perizie del medico legale. Il direttore Cobello ha dichiarato di essere venuto a conoscenza del Citrobacter il 12 giugno, ma nella cartella clinica di mia figlia c’era già scritto da maggio 2019”. Intanto anche il governatore del Veneto Zaia prende le dovute misure in merito alla questione disponendo che venga inoltrata la relazione alla Procura della Repubblica e che questa venga resa disponibile all’Azienda Ospedaliera, affinché le famiglie delle vittime del batterio possano conoscerne i risultati al più presto.

Luca Zaia batterio
Veneto, batterio killer: una madre protesta davanti all’ospedale (Instagram)

Già nel giugno scorso Zaia aveva annunciato la chiusura del reparto di ostetricia durante la conferenza stampa tanto chiacchierata a causa del gesto ritenuto “irrispettoso” da parte di Matteo Salvini di mangiare ciliegie mentre si parlava di un argomento così preoccupante.

L.C.