Coronavirus, Crisanti: “Fermiamoci tutti per due tre settimane”

Il microbiologo Andrea Crisanti in un’intervista a La Stampa parla dell’emergenza Coronavirus e delle misure da rispettare: il professore ha le idee chiare.

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Il microbiologo Andrea Crisanti parla dell’emergenza Coronavirus: il professore dell’Imperial College di Londra ha le idee chiare

Il Coronavirus non lascia in pace i cittadini del mondo. I contagi aumentano: ieri, 14 ottobre, il numero è balzato raggiungendo il più alto dall’inizio dell’emergenza. Nelle ultime 24 ore sono stati 7332 i nuovi casi di Covid-19, che portano il totale a 372799. C’è da dire che ad essere aumentato è anche il numero di tamponi: nell’ultimo giorno ne sono stati registrati 152196. Le vittime in Italia sono 43, due in più rispetto a ieri. Questa è una realtà dalla quale dobbiamo difenderci, adottando tutte le misure di sicurezza varate dal premier Conte nel nuovo dpcm. Lombardia, Campania e Veneto sono le regioni più colpite dal Covid. Andrea Crisanti, microbiologo all’Imperial College di Londra, noto in Italia come il padre del ‘Modello Vo’, quello che ad inizio pandemia ha contribuito a limitare i danni in Veneto, è piuttosto turbato nel leggere l’aumento dei contagi. Ecco le sue parole a La Stampa.

Coronavirus, Crisanti: “Fermiamoci tutti per due tre settimane”

Andrea Crisanti commenta l’aumento dei contagi in Italia al quotidiano La Stampa. “Il virus passerà inesorabilmente dai giovani agli anziani facendo salire i ricoveri. E purtroppo anche i decessi” ha affermato il microbiologo che con il suo ‘Modello Vo’ ha aiutato il Veneto a limitare i danni del Covid ad inizio pandemia. Per questo motivo, spiega Crisanti, bisogna diminuire i contatti personali e passare a chiusure via via più estese. Dopo aver avanzato l’ipotesi di un lockdown a Natale, il professore dell’Imperial College di Londra ha dato alcune linee guida aggiungendo una valida ipotesi per contenere il virus:

“Diminuire i contatti interpersonali come già si cerca di fare, per poi passare via via alla chiusura delle attività meno essenziali e, se si rendesse necessario, alle altre. Altrimenti bisognerà girare quello che gli inglesi chiamano l’interruttore di trasmissione: ci fermiamo tutti per due tre settimane“.