Pontinia, festa di matrimonio bloccata: arrivano i carabinieri

A Pontinia, in provincia di Latina, una festa di matrimonio è stata bloccata: al ristorante sono arrivati i carabinieri

pontinia festa matrimonio
Pontinia, festa di matrimonio bloccata dai carabinieri: cos’è successo (Fonte: Pixabay)

Festa di matrimonio bloccata dai carabinieri: è successo a Pontinia, in provincia di Latina. I militari hanno fatto irruzione nel ristorante dove si stava svolgendo la festa in forma privata. I partecipanti, più di ottanta, sono stati tutti sanzionati. Di seguito vi spieghiamo meglio cos’è successo e il motivo per il quale sono stati sanzionati i partecipanti del matrimonio.

Pontinia, festa di matrimonio bloccata dai carabinieri

Il governo studia le nuove manovre per bloccare la diffusione del Coronavirus. La seconda ondata del virus sta colpendo il nostro paese ed è ora di correre ai ripari. Il governo Conte ha già disposto alcune restrizioni, ma nei prossimi giorni potrebbe arrivare addirittura il coprifuoco dopo un determinato orario. Nel frattempo, arrivano le prime sanzioni inflitte dagli organi competenti. Due giorni fa, a Pontinia, in provincia di Latina, una festa di matrimonio è stata bloccata dai carabinieri. Gli sposi avevano organizzato una festa in forma privata dopo la celebrazione delle nozze con ben ottantadue partecipanti. I carabinieri, in seguito ad una richiesta di intervento, hanno fatto irruzione in un ristorante del posto, sanzionando tutti i partecipanti.

coronavirus matrimonio
Le nuove norme prevedono massimo 30 persone ad una festa di matrimonio

Tutti i partecipanti della festa di matrimonio organizzata a Pontinia sono stati sanzionati per la violazione delle norme in materia di contenimento della diffusione del Covid-19, che prevedono un massimo di trenta persone. Sul caso è intervenuto anche l’assessore alla Sanità della Regione Lazio: “È grave e da irresponsabili quanto accaduto a Pontinia nonostante l’ordinanza restrittiva. Non si possono più fare feste e assembramenti di questa portata che mettono in discussione la salute dei partecipanti e del resto della comunità. Questo è il tempo della responsabilità altrimenti non possiamo farcela contro il virus”.