Vaccino Coronavirus, l’immunologo Burioni: “Abbiamo una data”

Vaccino Coronavirus, Roberto Burioni rende pubblico un’ottima notizia: c’è una data per l’arrivo della cura al Covid-19.

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C’è una data per il vaccino anti Covid: il virologo Burioni ha dato l’annuncio su Twitter, ecco cosa ha pubblicato

Il Coronavirus continua a fare vittime: il numero dei contagiati in Italia è in aumento ed il governo sta lavorando ad un nuovo dpcm per varare nuove misure anti Covid. Nel bollettino di ieri 16 ottobre sono stati registrati oltre 10 mila casi. Per fortuna arrivano parole che danno speranza agli italiani ed ai cittadini del mondo: il direttore generale dell’OMS accese già una speranza lanciando un’ipotesi ma oggi arriva la conferma. Il Ministro degli Esteri Luigi di Maio nelle ultime ore ha annunciato che verso i primi di dicembre arriveranno le prime dosi del vaccino: “A gennaio si inizierà con le vaccinazioni” sono state le sue parole. Arriva un’ulteriore conferma attraverso Twitter da Roberto Burioni. L’immunologo è attualmente attivo come ricercatore nel campo dello sviluppo di anticorpi monoclonali umani contro agenti infettivi. E’ attivo anche nella divulgazione scientifica riguardante i vaccini. Ecco cosa ha scritto sui social.

Vaccino Coronavirus, l’immunologo Burioni: “Abbiamo una data”

Arrivano ottime notizie da Roberto Burioni. L’immunologo, accademico e divulgatore scientifico italiano ha scritto sui social che c’è una data per l’arrivo del vaccino. “Abbiamo una data. Albert Bourla, amministratore delegato di Pfizer scrive che se tutto andrà bene presenterà una richiesta per un’autorizzazione di emergenza del vaccino contro COVID-19 nella terza settimana di novembre 2020. Forza!” sono le parole di Burioni che danno speranza agli italiani ed a tutti i cittadini del mondo che stanno vivendo una realtà dalla quale sembra difficile scappare. Sul portale Pfizer si legge che verrà richiesta l’uso dell’autorizzazione di emergenza negli Stati Uniti subito dopo il raggiungimento del traguardo di sicurezza nella terza settimana di novembre. “Tutti i dati contenuti nella nostra domanda negli Stati Uniti sarebbero stati esaminati non solo dagli scienziati della FDA ma anche da un gruppo esterno di esperti indipendenti in una riunione pubblica convocata dall’agenzia si legge.