Coronavirus, buona notizia sulle terapie intensive: “Siamo messi meglio rispetto ad aprile”

Sul fronte Coronavirus, c’è una buona notizia sulle terapie intensive: “Siamo messi meglio rispetto ad aprile”

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Coronavirus, buona notizia sulle terapie intensive (Fonte: Pixabay)

Il Coronavirus torna a far paura. La seconda ondata è ormai arrivata. Solo ieri in Italia sono stati registrati più di ventimila nuovi casi. Un dato significativo, un record negativo che mette paura sia al governo che ai cittadini. L’ombra di un nuovo lockdown incombe sul paese. Il governo, però, vuole evitare una nuova chiusura, che farebbe crollare l’economia del paese. Il premier Giuseppe Conte, a colpi di dpcm, sta cercando di rallentare la corsa del virus. Nel frattempo, la situazione precipita in alcune regioni, in modo particolare in Campania, dove ieri ci sono stati scontri tra manifestanti e polizia in seguito ad alcune proteste contro il lockdown annunciato dal governatore De Luca.

Coronavirus, buona notizia sulle terapie intensive: le parole di Locatelli

Boom di contagi in Italia, salgono i ricoveri e riaprono anche le sale intensive. Il Coronavirus torna a far paura e gli italiani ripiombano nel panico. Se da una parte le strutture sanitarie sembrerebbero al collasso, dall’altro c’è chi invita a mantenere la calma, perchè la situazione, rispetto ad aprile, è maggiormente sotto controllo. Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore della Sanità, in un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, ha dichiarato: “I numeri delle terapie intensive sono ancora significativamente inferiori agli oltre 4 mila malati di inizio aprile: siamo al 25% di quel picco. Siamo in condizioni tanto migliori rispetto al pre-pandemia come numeri di posti nelle terapie intensive”.

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Coronavirus, le parole confortanti di Locatelli (Fonte: Pixabay)

Locatelli, inoltre, dichiara di essere contrario al ‘coprifuoco’ annunciato dal premier Conte: “Chiudere alle 21 penalizzerebbe attività come i ristoranti già in crisi grave. ‘Coprifuoco’ evoca scenari tristi di limitazione della libertà con la forza, parlerei piuttosto di restrizioni alla possibilità di movimento. Il lockdown, invece, avrebbe conseguenze sociali ed economiche inaccettabili”.