Coronavirus, continuano le proteste contro le chiusure: cos’è successo in Salento

Continuano le proteste contro le chiusure per Coronavirus: di seguito vi raccontiamo cos’è successo in Salento

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Coronavirus, continuano le proteste in Italia: cos’è successo in Salento (Fonte: Pixabay)

Il Coronavirus torna a far paura in Italia. Dopo la ‘calma estiva’, con l’arrivo dell’autunno e soprattutto del freddo i nuovi contagi sono aumentati a dismisura. Solo ieri in Italia sono stati registrati oltre ventimila nuovi positivi. Un numero abbastanza alto, che ha costretto il governo a scendere nuovamente in campo. Il premier Conte, a colpi di dpcm, sta cercando di rallentare la corsa del virus e soprattutto scongiurare un nuovo e terribile lockdown. Una nuova chiusura, come quella di febbraio, farebbe precipitare l’economia del paese, già fortemente scossa dal precedente lockdown. Il governo, però, è stato costretto a varare un nuovo ed importante dpcm, che prevede la chiusura dell’attività di ristorazione alle 18, la chiusura di palestre, piscine, teatri e cinema e molto altro ancora. La situazione, però, è ormai degenerata. La rivolta è partita a Napoli, dove ci sono stati addirittura scontri con le forze di polizia, per poi spostarsi a Roma e nelle altre città italiane. Gli italiani sono in preda alla disperazione.

Coronavirus, continuano le proteste: è successo in Salento

Il nuovo dpcm firmato dal premier Conte prevede la chiusura delle attività di ristorazione alle ore 18, di palestre, piscine, teatri e cinema; incrementa, inoltre, la didattica a distanza per le scuole superiori; vieta le feste dopo le cerimonie; porta a quattro il massimo di persone sedute ad un tavolo del ristorante e molto altro ancora. Scongiurato un nuovo lockdown, evitata anche la parola ‘coprifuoco‘, ma sicuramente moltissime categorie di lavoratori saranno colpiti da queste nuove misure. Le proteste dilagano nel paese. Napoli è stata la prima città a manifestare contro le misure annunciate dal governatore De Luca. Altre manifestazioni sono seguite a Roma e in altre città italiane. In Salento, il titolare di un multisala a Taviano, in provincia di Lecce, ha deciso di restare aperto: “Appurato che non esistono evidenze scientifiche di focolai dovuti a cinema e teatri, che da sempre sono stati i luoghi più sicuri in quanto garantiscono il mantenimento della distanza di sicurezza, l’uso delle mascherine, il continuo ricambio di aria e la sanificazione dei posti a sedere, si è deciso di adottare un comportamento di disobbedienza civile. Il cinema resterà aperto fino a quando non vi sarà una chiusura forzata”. Il titolare ha inoltre dichiarato che, in un momento storico come questo, “il cinema è più che mai una forma di evasione”.

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Cinema e teatri chiusi fino al 24 novembre: monta la protesta (Fonte: Pixabay)

I lavoratori dello spettacolo risultano essere una delle categorie più colpite dal Coronavirus. Le proteste continueranno di sicuro anche nei prossimi giorni.