Coronavirus, “isolamento selettivo per dimezzare la mortalità”: la proposta dell’Ispi

Coronavirus, “isolamento selettivo per dimezzare la mortalità”: la proposta dell’Ispi per ovviare ad un secondo lockdown generale.

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Coronavirus, “isolamento selettivo per dimezzare la mortalità”: la proposta dell’Ispi per ovviare ad un secondo lockdown generale. (Fonte Google)

La curva dei contagi di Coronavirus è in continua ascesa e l’emergenza sanitaria diventa sempre più preoccupante, nel nostro Paese. Il dpcm del 25 ottobre ha inserito ulteriori misure restrittive, con lo scopi di frenare il più possibile l’epidemia: il premier Conte sta facendo di tutto per evitare un nuovo lockdown totale, che rappresenterebbe il colpo di grazia per molti, a livello economico. E l’Istituto per gli studi di politica internazionale, attraverso una nuova analisi, ha fornito quella che potrebbe essere un’alternativa al lockdown generale: l’isolamento degli ultra-ottantenni, in primis, e delle fasce di età più avanti nel tempo e, quindi, più a rischio. Una soluzione che dimezzerebbe quasi la mortalità del Coronavirus, e non peserebbe sull’economia del Paese come una seconda chiusura totale.

Coronavirus, “isolamento selettivo per dimezzare la mortalità”: la proposta dell’Ispi per evitare il kockdown

“La mortalità totale nel corso di un anno solare in Italia aumenterebbe del 71% senza isolamento, ma solo del 18% con l’isolamento degli over 70 e appena del 7% con l’isolamento degli over 60″. È quanto hanno dichiarato gli esperti dell’Istituto per gli studi di politica internazionale, proponendo l’isolamento degli anziani come ‘alternativa’ al lockdown, che metterebbe a serio rischio la stabilità finanziaria del nostro Paese, e all’immunità di gregge, che significherebbe quasi 700 mila decessi in più (oltre alla pressione insostenibile per gli ospedali”.

Per Matteo Villa, ricercatore dell’Ispi, l’isolamento delle fasce della popolazione più a rischio rappresenta la soluzione migliore al momento, quella meno dannosa per la nostra economia: le persone isolate potrebbero, dove possibile, continuare a lavorare attuando la modalità dello smartworking. Una proposta che potrebbe rappresentare una alternativa al lockdown totale.

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