Coronavirus, “Attenzione alla terza ondata”: le parole dell’esperto Richeldi

Luca Richeldi, componente del Comitato Tecnico Scientifico, dice la sua sulla situazione d’emergenza in Italia causata dal Coronavirus: attenzione alla terza ondata, ecco cosa potrebbe succedere.

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Coronavirus, parla l’esperto Richeldi: il componente del CTS parla di una terza ondata in arrivo, ecco cosa potrebbe succedere

La situazione Covid in Italia non è affatto rassicurante. Il bollettino di ieri, 30 ottobre, ha registrato oltre 31 mila casi su 215085 tamponi: la curva dei contagi sale ed il governo sta studiando nuove mosse per provare a limitare la diffusione dell’epidemia. Si parla in giro di un lockdown, come a marzo 2020, ma solo in alcune città: nessuna notizia certa, per ora sono solo voci. Sono in tanti però a pensare che sia giusto chiudere ora per evitare ulteriori danni. Ha parlato a Il Sole 24 Ore Luca Richeldi, componente del Comitato Tecnico Scientifico e direttore dell’Unità di Pneumologia del Policlinico Gemelli Irccs di Roma. Ecco le sue parole.

Coronavirus, “Attenzione alla terza ondata”: le parole dell’esperto Richeldi

Chiusure non come a marzo, ma attenti alla terza ondata” sono le parole di Luca Richeldi, componente del Comitato Tecnico Scientifico al Sole 24 Ore, riportate da Rai News. “Ha senso aspettare qualche giorno per vedere se  avranno effetto le misure prese con gli ultimi Dpcm” ha aggiunto. L’esperto ha spiegato che se i numeri continueranno ad essere ingestibili bisognerà ricorrere a misure più decise a livello nazionale. “Non un lockdown come quello di marzo ma un intervento sostenibile a medio termine. L’inverno è lungo e non si può escludere che poi ci sia anche una terza ondata del Covid”. Il componente del CTS ha sottolineato che i numeri sono preoccupanti come negli altri Paesi Europei. “Possiamo provare ancora a gestire l’urto cercando di abbassare la pressione sugli ospedali.  Dobbiamo anche essere pronti a misure più decise”. L’esperto ha aperto una piccola parentesi che riguarda la scuola: “Vale la pena salvare un ambito che ha una importanza dal punto di vista sociale soprattutto per i più piccoli. Abbiamo strumenti che funzionano e ci abbiamo investito tanto”.