Cogne, la villetta di Annamaria Franzoni all’asta: sapete quanto costa?

La villetta di Annamaria Franzoni è stata pignorata a messa all’asta: sapete quanto costa l’abitazione di Cogne? 

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Quanto costa la villetta di Annamaria Franzoni? (Fonte: Screen Youtube)

Il delitto di Cogne è stato un caso di infanticidio commesso il 30 gennaio 2002 in una villetta di Cogne, in Valle d’Aosta. La vittima fu un bambino di tre anni, Samuele Lorenzi. Nel 2008 la corte suprema di cassazione ha riconosciuto colpevole del delitto la madre, Annamaria Franzoni. La donna ha scontato 6 anni di carcere e 5 di detenzione domiciliare. La Franzoni è tornata libera il 7 febbraio del 2019. Il caso ebbe grande rilevanza mediatica, divenendo uno dei delitti più famosi del nuovo millennio. In seguito al clamore suscitato dalla vicenda, si sviluppò in Italia una grande attenzione mediatica attorno al caso giudiziario e una profonda spaccatura nell’opinione pubblica fra innocentisti e colpevolisti. La Franzoni apparve spesso in televisione: dal Maurizio Costanzo Show a Porta a Porta e Buona Domenica. La prima intervista fu realizzata per Studio Aperto.

Quanto costa la villetta di Annamaria Franzoni?

La villetta di Annamaria Franzoni, nella quale il 30 gennaio del 2002 è stato compiuta l’uccisione del piccolo Samuele Lorenzi, è stata pignorata e il tribunale di Aosta ha disposto la vendita dell’abitazione. Lo scorso settembre, infatti, è stata respinta la richiesta dei due coniugi di sospensione dell’esecuzione immobiliare. Franzoni e Lorenzi, assistiti dagli avvocati Maria Rindinella e Lorenza Parenti, avevano sostenuto che la villetta non fosse pignorabile perché all’interno di un fondo patrimoniale. L’argomento, però, è stato respinto dal giudice che ha sottolineato che la costituzione del fondo è ricollegabile alla vicenda processuale di Franzoni.

La base d’asta della villetta di Annamaria Franzoni è di circa 800mila euro, ma la data per il tentativo di vendita non è ancora stata fissata. Con la cessione all’asta dell’abitazione si chiude così definitivamente uno dei capitoli più cruenti della cronaca nera italiana.