Castello delle cerimonie, il dramma di Imma Polese: “Non si lavora più”

Intervistata dal settimanale Chi, Imma Polese rivela il suo dramma: il Castello delle cerimonie è in crisi, centinaia gli eventi disdetti.

Imma Polese dramma
Castello delle cerimonie, il dramma di Imma Polese: “Centinaia gli eventi annullati” (Instagram)

Un anno da cancellare questo 2020: lo afferma l’erede del famoso Castello delle cerimonie, Imma Polese, figlia del patriarca Don Antonio, fondatore del locale principe delle cerimonie campane e protagonista del programma “Il Boss delle cerimonie” in onda su Realtime. In effetti, per la famiglia Polese, già colpita qualche anno fa dalla morte del suo capostipite, quest’anno è stato drammatico: prima il focolaio di contagi da Coronavirus scoppiato tra il personale del Castello, poi la morte dell’amatissima donna Rita, madre di Imma e vedova di Don Antonio, poi il contagio di Matteo il genero dei Polese ora fortunatamente guarito. A tutto ciò, si aggiunge inevitabilmente il dramma economico, che ha colpito tanti settori, soprattutto quello della ristorazione. E proprio di questo, Imma Polese parla al settimanale Chi. Ecco cosa ha rivelato.

Imma Polese: “Al Castello, centinaia le cerimonie annullate”

La crisi continua a farsi sentire e donna Imma lo sa bene:  “Trecentocinquanta, forse quattrocento. Ormai ho perso il conto delle disdette, tra cerimonie e matrimoni. Si rende conto? Quattrocento sogni spezzati e tutto quel lavoro sottratto alla filiera. Poco fa abbiamo chiuso un contratto per un matrimonio, la data è 30 giugno 2022”. Un tunnel che sembra non avere via d’uscita, praticamente allo stato attuale non si lavora più, denuncia la donna: “Siamo fermi completamente, E con noi dipendenti e fornitori. Diciamo che l’ultimo decreto ci costringe a pensare negativo, non riusciamo a trovare speranze o sorrisi. Abbiamo sempre avuto numero alti, davamo da lavorare a oltre cento persone. Quest’anno siamo al punto zero”.

Imma Polese dramma
Il Castello delle cerimonie, il dramma di Imma Polese: “Non si lavora più” (Instagram)

Uno sfogo che serve anche a dare voce a tanti lavoratori che l’emergenza sanitaria ha messo letteralmente in ginocchio. Un dramma di cui si spera che, un giorno, non resti neanche il ricordo.

 

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