Ospedali, la metà dei posti letto è occupata dai pazienti Covid: l’allarme dell’Agenas

Ospedali, la metà dei posti letto è occupata dai pazienti Covid: l’allarme dell’Agenas sulla situazione sanitaria in Italia.

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Ospedali, la metà dei posti letto è occupata dai pazienti Covid: l’allarme dell’Agenas sulla situazione in Italia (Fonte Google)

La seconda ondata dell’epidemia di Covid diventa sempre più preoccupante. Anche in Italia, dove, con l’ultimo dpcm del 3 novembre, il territorio è stato suddiviso in tre aree, sulla base della situazione epidemiologica e del livello di criticità delle singole regioni. Un provvedimento mirato a far calare il più possibile la curva dei contagi, scongiurando un nuovo lockdown nazionale. La situazione degli ospedali italiani, però, è preoccupante. A confermarlo è l’Agenas, l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, secondo cui la metà dei posti letto degli ospedali italiani è occupata da pazienti Covid. Un dato preoccupante, soprattutto considerando che la soglia critica fissata dal ministro della Salute era del 40 %. In bel 14 regioni italiane, questo limite è stato superato.

Ospedali, la metà dei posti letto è occupata dai pazienti Covid: in 14 regioni superata la soglia limite del 40%

Brutte notizie dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali. Secondo i dati in riferimento alla giornata di ieri, venerdì 13 novembre 2020, ben 30.914 posti letto negli ospedali sono occupati da pazienti con Covid, e la disponibilità totale è di 62.370. Specificando che si tratta di posti letto in reparti ordinari e non in terapia intensiva, appare chiaro che si tratta di circa la metà. Un dato preoccupante, soprattutto se si analizzano i dati delle singole regioni: sono 14 quelle in cui è stata superata la soglia del 40%, segnalata come limite di rischio dal ministero della Salute. Tra queste, le situazioni più complicate si trovano nella Provincia di Bolzano, in Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria e nella provincia di Trento.

(Fonte Google)

Situazioni critiche in molte parti d’Italia. Non ci resta che attendere le prossime settimane per scoprire se le misure restrittive presenti attualmente sul nostro territorio porteranno ad una riduzione dei casi.

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