Coronavirus, cosa si potrà fare a Natale: Conte detta le regole

Cosa si potrà fare quest’anno a Natale? Il premier Conte detta le regole per evitare il contagio da Coronavirus

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Coronavirus, cosa si potrà fare a Natale: le regole di Conte (Fonte: Instagram)

Il Coronavirus torna a far paura. Il virus, dopo la ‘tregua’ estiva, è tornato alla ribalta. La seconda ondata sembra ancora più pericolosa della prima. In Italia ogni giorno si registrano più di trentamila nuovi positivi e i focolai sono sparsi per tutto il paese. Le terapie intensive sono state riaperte e le strutture sanitarie sembrano al collasso. Il governo sta cercando di porre un freno al virus. L’obiettivo è evitare un nuovo lockdown. Una chiusura generale, come quella dello scorso marzo, manderebbe in crisi l’economia del paese. Si avvicinano, inoltre, le festività natalizie: il governo vuole assicurare serenità e spensieratezza alle famiglie italiane.

Coronavirus, cosa si potrà fare a Natale: le regole di Conte

Il premier Giuseppe Conte, nell’intervista rilasciata a Otto e mezzo, trasmissione condotta da Lilli Gruber su La 7, ha anticipato le regole per il prossimo Natale. Il presidente del Consiglio innanzitutto ha vietato le vacanze sulla neve: “Ripetere il ferragosto non ce lo possiamo permettere“. Il premier ha invitato gli italiani ad evitare tutte quelle situazioni di socialità tipiche del periodo natalizio, ma ha precisato: “Uno stato libero e democratico non può entrare nelle case e dire quante persone siedono a tavolo”. Sarà consentito dunque scambiare i regali, mentre saranno vietate le classiche ‘tombolate’. Viene ritenuto, inoltre, “controproducente limitare gli orari dei negozi”. Da qui nasce dunque l’idea di consentire l’apertura degli esercizi commerciali “fino a orari che ci permettano di evitare gli assembramenti”.

 

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Sarà un Natale per le famiglie italiane. Il primo Natale con il Coronavirus (si spera anche l’ultimo!). L’obiettivo del governo è di garantire, almeno durante le festività natalizie, serenità e spensieratezza. Non bisogna dimenticare, però, di essere disciplinati. La seconda ondata sta mietendo nuove vittime.