Coronavirus, allarme vaccino: potrebbe arrivare al mercato nero in Italia

Scatta l’allarme per il vaccino contro il Coronavirus: il farmaco è arrivato al mercato nero in Cina e potrebbe accadere anche in Italia

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Coronavirus, scatta l’allarme vaccino: cos’è successo in Cina (Fonte: Pixabay)

Il Coronavirus continua a tenere in ginocchio il mondo. Il virus, diffusosi a partire dai primi del 2020 in Cina, si è preso propagato in tutto il mondo, aggredendo l’Europa, l’America ed infine l’Africa. Il paese più colpito è sicuramente gli Stati Uniti. Anche l’Italia ovviamente recita la sua parte. Il nostro paese attualmente è stato colpito dalla seconda ondata del virus. Ogni giorno si registrano più di trentamila nuovi positivi e i focolai sono sparsi in tutto il paese. Le terapie intensive sono nuovamente affollate e le strutture sanitarie sembrano già al collasso. L’unica strada che porta alla fine della pandemia è rappresentata dal vaccino.

Coronavirus, allarme vaccino: in Italia al mercato nero

Il vaccino è l’unica via per la salvezza. Diverse aziende farmaceutiche stanno sperimentando un farmaco efficace per la lotta contro il Coronavirus. Le prime dosi potrebbero arrivare già verso la fine dell’anno, mentre in Italia dovrebbero essere a disposizioni di tutti nel terzo trimestre dell’anno venturo. In Cina, però, è già scattato l’allarme. Il farmaco, infatti, è arrivato al mercato nero e presto potrebbe arrivare anche nel nostro paese.

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Il vaccino rappresenta l’unica speranza contro il Covid-19 (Fonte: Pixabay)

Secondo un’inchiesta giornalistica condotta da Bloomberg, sarebbero già disponibili sul mercato nero numerose dosi del vaccino sviluppato dalla casa farmaceutica statale cinese China National Pharmaceutical Group, anche nota come Sinopharm. Le fiale avrebbero un costo di 90 dollari e i pagamenti avverrebbero online. Il pericolo, però, non riguarda solo il vaccino Sinopharm e potrebbe riguardare anche prodotti spacciati per vaccini di altre case farmaceutiche come Pfizer, Astrazeneca e Moderna. Il farmaco potrebbe dunque arrivare al mercato nero anche in Italia e il rischio è veramente grosso.