Covid, la tesi del virologo tedesco: “Nuovo ceppo del virus dal Nord Italia”

Secondo il virologo tedesco Kekulé, la maggior parte dei contagi da Covid nel mondo sarebbe causato da un ceppo proveniente dal Nord Italia.

Covid Nord Italia
Covid, il virologo tedesco: “Nuovo ceppo del virus dal Nord Italia” (Pixabay)

“Il virus attualmente in circolo è in realtà una variante comparsa nel Nord Italia”: lo ha affermato il direttore dell’Istituto di microbiologia medica della Universitätsklinikum Halle, Alexander Kekulé, ospite al talk show della tv tedesca “Markus Lanz”. Non solo, ma secondo il virologo la tipologia a più alta contagiosità non sarebbe quella proveniente da Wuhan. “Attualmente il 99,5% di tutti i casi globali può essere ricondotto geneticamente al virus del nord Italia. Anche i casi attuali in Cina sono reimportazioni dall’Europa e dal resto del mondo”, ha aggiunto.

Alexander Kekulé sul Nord Italia “Ignorati gli avvertimenti dalla Cina”

Quindi la colpa dell’enorme diffusione del virus a livello mondiale sarebbe, secondo la teoria di Kekulé, da ricondurre all’Italia: quando infatti il conduttore del talk gli ha chiesto se i cinesi hanno ragione a ritenere gli europei responsabili della pandemia, il virologo ha risposto che il Covid si sarebbe comunque espanso in tutto il mondo in quel modo, ma a Wuhan “non sapevano con cosa avevano a che fare”, mentre nel nord Italia c’era già un minimo di consapevolezza. Gli avvertimenti della Cina sarebbero stati quindi “ignorati per molto tempo”, sostiene il virologo. “In Cina, il virus originale è stato bloccato con una certa rapidità, cosa che sarebbe potuta avvenire anche da noi, bastava solo utilizzare i loro metodi che non sono stati presi in considerazione”. Tutto sarebbe quindi da attribuire alla superficialità della gestione della situazione da parte del nostro Paese e della mancanza di contromisure, cosa che avrebbe permesso al Covid di sottrarsi al controllo.

Covid Nord Italia
Covid, tesi shock del virologo tedesco: “Nuovo ceppo del virus dal Nord Italia” (Pixabay)

“Nei primi giorni del 2020 è esplosa un’epidemia non rilevata del virus originale per diverse settimane. Fino a quando non è stato scoperto a febbraio, il virus ha avuto abbastanza tempo per cambiare geneticamente. Ora è più contagioso della variante originale di Wuhan”, spiega Kekulé.

 

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