Coronavirus, allarme shopping natalizio: la proposta rivoluzionaria

Cresce l’allarme per lo shopping natalizio a causa del Coronavirus: dallo Spallanzani arriva la proposta rivoluzionaria

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Coronavirus, arriva la proposta rivoluzionaria sullo shopping natalizio (Fonte: Pixabay)

La seconda ondata di Coronavirus si è abbattuta sul nostro paese, ma negli ultimi giorni pare stia allentando la morsa. I contagi sono sempre alti – più di ventimila al giorno -, ma cala vistosamente l’indice Rt. Il governo potrebbe presto annunciare la zona gialla nazionale. In vista delle festività natalizie, dunque, ci sarà più spensieratezza e soprattutto più ‘libertà di movimento’. Il governo, però, punta sempre sul buon senso degli italiani. Se dovesse essere confermata la zona gialla, non bisognerà dimenticare le regole che ci sono state insegnate in questi mesi.

Coronavirus, allarme shopping natalizio: la proposta

Cresce l’allarme per lo shopping natalizio. Dal 4 dicembre potrebbe esserci ‘libera circolazione’ in tutta Italia. I negozi saranno riaperti e ci sarà la corsa allo shopping sfrenato in vista delle festività natalizie. L’Italia corre il rischio di ripetere gli errori commessi in estate e subire una terza ondata a gennaio. Dall’altra parte, però, tenere i negozi chiusi durante le festività natalizie sarebbe un ulteriore rischio per l’economia del paese. Dallo Spallanzani arriva una proposta ‘rivoluzionaria’ per tenere a bada lo shopping nei prossimi giorni.

Il direttore dell’ospedale romano, Francesco Vaia, intervista a L’aria che tira su LA 7, ha avanzato una proposta sullo shopping natalizio: “Dobbiamo garantire che ci sia un distanziamento fisico, ma bisogna aumentare nel tempo e nello spazio le possibilità per i cittadini di accedere ai negozi perché diminuisce la possibilità dell’affollamento. Per questo, i negozi dovrebbero essere aperti H24 per evitare assembramenti”. L’idea appare alquanto rivoluzionaria e – a mio parere – di difficile attuazione. Restate aperti ventiquattro ore su ventiquattro comporterebbe ulteriori costi per le attività commerciali. Più personale, più spese, senza la certezza di un tornaconto. Il rischio di una terza ondata, però, è assai incombente e potrebbe passare proprio dallo shopping natalizio.