Coronavirus, l’allarme del medico: “Si rischia la strage”

Il noto medico lancia l’allarme sul Coronavirus: “A gennaio si rischia la strage”, ecco le sue parole e quanti morti potrebbero ancora esserci

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Coronavirus, l’allarme del medico: le sue parole (Fonte: Pixabay)

La seconda ondata di Coronavirus ha colpito il nostro paese. Il virus, dopo una ‘tregua estiva’, è tornato alla ribalta in autunno. La seconda ondata pare sia ancora più pericolosa della prima. I nuovi contagi in Italia oscillano tra i ventimila e i trentamila al giorno e i focolai sono sparsi per tutto il paese. Il governo ha cercato di porre un freno alla diffusione del virus, dividendo l’Italia in zone. Gli ultimi Dpcm firmati dal presidente Giuseppe Conte sembra abbiano dato i risultati sperati. Gli italiano vivranno un Natale più spensierato, anche se con il grado di allerta sempre molto alto.

Coronavirus, l’allarme del medico: le sue parole

Nino Cartabellotta, medico e presidente della Fondazione Gimbe, ha lanciato un serissimo allarme in un’intervista rilasciata a La Stampa: “Con l’influenza in arrivo e l’emergenza Covid in corso a gennaio si rischia una strage”. Questa la grave previsione del medico sulla situazione italiana. L’esperto ha poi proseguito: “Tutti gli inverni l’influenza affolla gli ospedali e a gennaio c’è il rischio di una strage se, invece di chiudere la seconda ondata di Covid, facciamo partire la terza”. Secondo Caltabellotta, considerando gli 800mila positivi attuali, “dobbiamo aspettarci altri 15mila morti entro fine anno”.

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A gennaio c’è il rischio di una terza ondata di Coronavirus (Fonte: Pixabay)

Il governo, con l’ultimo Dpcm, ha un po’ allentato la presa, sperando sul buon senso degli italiani. Come successo in estate, però, a gennaio si rischia una nuova ondata, che potrebbe essere ancora più grave. Il medico Caltabellotta, inoltre, ha sottolineato che l’arrivo dell’influenza stagionale, previsto appunto per l’inizio dell’anno, potrebbe peggiorare la situazione. Gli ospedali potrebbero essere ancora più affollati ed entro la fine dell’anno potrebbero esserci altri 15 mila morti. Un numero veramente elevato.